mercoledì 15 settembre 2021

 

Da Tokyo? No, da Shibuya

Benvenuti in questa nuova rubrica dedicata a Shibuya, una delle 23 città che compongono la metropoli di Tokyo. Nonostante per ovvie ragioni le Olimpiadi non siano state l’evento che tutti si aspettavano, i giapponesi hanno lavorato alacremente per lustrare a lucido la capitale. Oltre alle numerose strutture sportive realizzate per l’evento infatti, anche alcune parti della metropoli sono state completamente rinnovate. È il caso di Shibuya: chi la frequentava una volta, quando già lo Scramble Square, il famigerato crocevia di strade che si apre davanti alla stazione, attirava migliaia di giovani e faceva del quartiere il centro delle nuove tendenze e delle mode, oggi stenta a riconoscerla da quanto è cambiata. Attraverso questo appuntamento periodico desidero portarvi in giro per questa città e presentarvene i luoghi che la rendono unica per i giapponesi e contribuiscono a diffondere la sua fama a livello globale.

 

Food show- Shibuya

Dopo quattordici giorni di  quarantena, costretto nei 40 metri quadrati di casa e costantemente controllato da una impertinente applicazione, capace di disturbarmi a qualsiasi ora e, nemmeno a farlo apposta, soprattutto mentre stavo lavorando, oggi sono finalmente uscito di casa. Prima di tutto mi sono sbarazzato dell’odioso segugio installato sul mio cellulare , poi mi sono guardato intorno. Un deserto.

 

Certo erano le sei di mattina, la metropoli è fino al 30 settembre sotto lo stato di emergenza Covid 19, ma dopo tutto quell’isolamento non riuscivo a farmene una ragione. Dovevo vedere gente. I treni deserti, mi sono buttato a capofitto nella giornata lavorativa, poi, al ritorno, ho deciso di lasciarmi sorprendere da Shibuya, con la sicurezza di non rimanerne deluso. E infatti appena passati i tornelli della stazione, con l’intenzione di prendere una boccata d’aria, mi sono invece lasciato guidare da una serie di indicazioni, che sì segnalavano l’uscita, ma conducevano a un percorso alternativo che, all’epoca della mia partenza per l’Italia, era ancora in costruzione.

 


 

Con mia grande sorpresa sono arrivato davanti all’ingresso del nuovo Food Show, completamente rinnovato: il paradiso sotterraneo del gourmet, uno spazio all’interno della stazione che vanta più di 54 gastronomie con piatti provenienti da tutte le nazioni.

 

Ho afferrato la maniglia dell’ingresso e mi sono catapultato nel paradiso del cibo.

 

Senz’altro a colpire è il proposito della struttura di elevare i prodotti alimentari a “beni di lusso” con l’illusione di entrare in una vera e propria  boutique degli alimentari. Ogni piatto ha una presenza che esula dall’ormai datato proposito di esaltare l’abbondanza dell’offerta affastellando i cibi l'uno sopra gli altri. Anche la singola baguette ha un’anima e ci si muove per l’imponente mercato come Belle nella casa della Bestia, aspettando che il pezzo di torta che ha colpito la nostra attenzione, ad un tratto ci rivolga la parola.





Di particolare impatto lo stand coreano e il negozio dei fritti; i punti vendita sono talmente tanti e variegati che meriterebbero una descrizione dettagliata che non mancherò di fare in futuro. 

 

Ora però mi accomodo in uno degli spazi adibiti per consumare in compagnia dei ravioli cinesi che ho appena acquistato. Buon appetito a tutti!

Food Show Shibuya: uno spettacolo che non lascia indifferenti l’occhio e il palato.