sabato 19 dicembre 2020

Saori e il suo travestimento

 


 

Saori indossa una maschera in casa. Una di quelle che vendono a carnevale, da marziano, con i buchi per gli occhi così stretti che mi chiedo come faccia a vederci. Cammina disinvolta per le stanze senza preoccuparsi di essere credibile nel suo travestimento. Decido di non intromettermi in quella che interpreto come una sua presa di posizione nei confronti del mondo. La tiene anche quando dorme e la notte se mi capita di svegliarmi all’improvviso, quell’essere minaccioso mi fa sobbalzare di paura. Nonostante cerchi di addormentarmi con il viso rivolto verso la sponda del letto capita che durante il sonno mi muova e cambi posizione. Le mie mattine cominciano con la necessità di decifrare dove mi trovo come a sedici anni, quando sotto l’effetto degli alcolici mi capitava di svegliarmi in luoghi che non conoscevo. Ora la mia preoccupazione però è di rassicurarmi che quello che mi si para davanti agli occhi è solo un delirio temporaneo e che la Terra non si trova in balia di un’invasione aliena. Saori toglie la maschera solo per mangiare e per andare in bagno A colazione la osservo fino a farla arrossire. Non sono più abituato al suo viso. Un tempo sprofondavo tra i suoi capelli, strofinavo le mie guance sulla sua bocca rosea e respiravo il suo respiro. Io posso accettare tutte le sue stramberie e non importa di avere in casa una principessa sotto le mentite spoglie di un lucertolone minaccioso. Il problema è la tristezza che mi provoca vederla deporre la maschera e sospirare prima di uscire di casa. Saori non ha più la forza di vivere su questo pianeta.

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