martedì 14 luglio 2020

Guardare più a fondo

L’ora era quella giusta. È stato il buio però a spaventarti. Le tenebre che in questo paese scendono così presto modulate da luci abbaglianti e altrettanto in fretta si diradano.  Un’immagine del lavoro si è profilata sulla porta. Non era quello che ti aspettavi: l’ennesima bruttura prima degli esami quando alcuni studenti tentano il tutto per tutto e vogliono farti credere che la mail del compito loro l’hanno mandata ma per ragioni che esulano dalla loro volontà non è mai arrivata. E tu farai finta di berla per dargli una possibilità di rivalsa, l’ennesima. Chiudi la porta, sonnecchi un po’ e poi ti rialzi e speri che sulla soglia questa volta si profili l’idea capace di accompagnarti nella stesura di un paragrafo. La spalanchi pieno di aspettative, propenso a rimandare la colazione e la doccia per trastullarti con un’immagine che ti faccia dimenticare momentaneamente di questa estate in cui l’Italia ti è stata negata. Dovranno senz’altro restituirti qualcosa in cambio. Invece non c’è niente, solo l’ennesima montagna di compiti da correggere che ti aspetta e il computer, rimasto acceso dalla sera prima, è così luminoso da ferirti gli occhi. Il benvenuto della cucina è gelido come nelle peggiori giornate invernali nonostante fuori il termometro segni già 30 gradi. L’estate chiuso in casa a scrivere. Non è una prospettiva così orribile se solo ci fosse lei l'ispirazione, a farti compagnia. Cerchi sotto il tavolo, dentro il frigo, nella vasca da bagno. Preso dalla quotidianità stai già dimenticando di guardare più a fondo.

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