venerdì 17 luglio 2020

Cominciare a scavare

Il gelato in mano, cammino. L’ho comprato all’ “Acquolina”, la gelateria italiana di Yutenji. Un gelato all’amarena e nocciola da passeggio. Mi ricorda l’Italia ed è così buono che anche questa stagione uggiosa diventa momentaneamente estate. Il “tabearuki” (食べ歩きmangiare qualcosa camminando) in Giappone generalmente non è benvisto. A Yutenji esiste un luogo però capace di beffarsi di regole e norme sociali appena girato l’angolo del negozio. Si tratta di una strada che se da un lato costeggia i binari sopraelevati della linea Toyoko, dall’altro si apre su un deposito  a cielo aperto di massi, di quelli che si vedono nei templi e nei cimiteri. Un paesaggio surreale si apre allo sguardo di chi macina chilometri in città ed è perennemente di corsa. Viene voglia di rallentare e di guardarsi intorno. Perchè da un momento all’altro potrebbe succedere qualcosa: è questa la sensazione che mi pervade ogni volta che ci passo. Curiosamente ci sono sempre dei gatti appisolati sulle pietre o ritti su di esse come in procinto di spiccare un salto e acchiappare chissà forse uno spirito che si aggira nel luogo credendo sia un cimitero.
Ma cimitero non è e definirlo negozio significherebbe sminuirlo: ogni volta sembra che voglia suggerirmi qualcosa. È come se vi turbinassero una marea di pensieri e la gente scegliesse di percorrerlo per farsi ispirare. C’è anche chi si ferma: un uomo accarezzava il dorso di un gatto che gli faceva le fusa, due ragazze accovacciate a terra rosicchiavano una merendina mentre parlottavano sommessamente, una donna sui sessanta fumava dietro a un tumulo credendo di passare inosservata. Le persone si sentono protette dai massi e si abbandonano ad azioni che rientrano nella loro privata quotidianità ma che di solito non esibiscono in pubblico. Anch’io ho pensato di fermarmi ma si è messo a piovere, così con il gelato quasi sciolto mi sono rifugiato sotto la pensilina della stazione. Ho la sensazione di aver tracciato una X sulla mappa di Tokyo disegnata nella mia testa. Non resta che cominciare a scavare magari con la complicità degli altri avventori...
                           



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