sabato 27 giugno 2020

Dritto dal gabinetto alla scrivania

Arriva una sola volta al giorno e non sta ad ascoltarti. Aspetta solo un secondo in più e la perderai. A quel punto rimarrai solo tu e il tuo essere approssimativo a piangere su te stesso in coro. La giornata trascorrerà grigia o colorata a seconda del tempo. Scordati però che ti visiti ancora. Anche se lo speri e non esci di casa attendendo il momento propizio. Quanto ami dormire e quanto sei combattuto. Sbarrarle la porta per sempre o lasciarla entrare alle sue condizioni. La tua vita cambierebbe. Tutto ne risentirebbe perchè sarebbe come aggiungere una parte alla tua giornata a tratti già abbastanza estenuante. Però da qualche parte è dentro di te, ti caratterizza ma non si lascerà mai domare. Potresti impazzire se non le lasci spazio; sai che in fondo è la cosa giusta. A quarant’anni litigare come bambini, vuol dire rimettersi in gioco. È la cosa più genuina che hai ma se continui così la cancellerai con le tue mani. Ti consiglio di lasciare la porta aperta e non opporre resistenze. Queste levate mattutine sono un segno che lei sta disperatamente tentando di comunicare, a modo suo. Dopo il gabinetto, la tappa obbligata diventa la scrivania. Non dimenticarlo. È un monito blando delle nove di mattina che proviene non so da chi sa dove, ma mi ha imposto di scrivere. Non è lei, mai si preoccuperebbe di farsi annunciare. Proviene piuttosto da un mondo di persone che non esistono più e che si divertono a scandagliare fra i loro ricordi come se fossero tuoi. Placali e falli rivivere attraverso di lei.




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