venerdì 12 ottobre 2018

Elettrodomestici allo sbando


Parlavo di elettrodomestici e a pennello la lavatrice si è rotta. Da un momento all’altro mi ha abbandonato, non un preavviso, non un rumore sospetto. Certo devo partire, ora che ricordo le imprecavo contro tutti i giorni perchè la sua rottamazione mi sarebbe costata dei soldi, ma era una cosa detta così fra me e lei, fra lei e me, mai ho dubitato del fatto che avrebbe smesso di fare il suo dovere prima del tempo. Come a dimostrarmi che anche le macchine hanno un anima, oggi si è rifiutata di funzionare, invani i miei tentativi di premere il pulsante di accensione. E, in quello che si sarebbe definito un impeto di rabbia, ha sputato fuori acqua sporca a frotti. La cucina, no l’intera casa, inondata, un’ennesima stroncatura per il parquet già sofferente dopo tutti i liquidi della cucina che si è ingurgitato in questi anni, mi toccherà senz’altro risarcire il proprietario prima di andarmene. In questo paese anche disfarsi di uno spillo costa e le lavatrici abbandonate sul ciglio dei boschi, quelle sono un ricordo opportunistico degli opulenti anni Ottanta, un ricordo che appartiene ad un altro luogo e a un bambino smarrito al limitare dei boschi ancora privo di qualsiasi consapevolezza ecologica, alla ricerca del padre e spaventato da tutti quegli oggetti fuoriposto. Oggi a distanza di tempo, con le poche opzioni rimaste a chi, come me, si accinge a partire, opto per la lavanderia a gettoni nella città dedalo.