venerdì 23 marzo 2018

Destinazione Hangzhou

Domani è il grande giorno. La cerimonia per il conseguimento del dottorato. Il progetto che mi ha inseguito, soffocato, stritolato, motivato, cresciuto in questi cinque anni. Finito.

Dopodomani comincia un viaggio. Un' iniziativa personale che mi porterà sulle sponde di un lago che, come recita un proverbio cinese, è paragonabile al paradiso in terra per maestosità e bellezza.

Si parla il mandarino, che vado ad imparare. Una lingua che tentavo invano di imitare, complici le ordinazioni al cinese sotto casa- una costante nella mia vita-,  ma di cui ignoravo i suoni e le dinamiche; la lingua degli ideogrammi, che costituiscono da anni un'alternativa espressiva nel mio quotidiano.

Enrica Primiani, ti ricordo ancora sui banchi di scuola, impugnavi il romanzo "Shogun" e ne decantavi le prodezze, come io del resto mi sentivo rapito da "La Buona Terra", un libro che parlava di campagne lontane da qualche parte nella sconfinata Cina.

Questo paese che oggigiorno continua a crescere e ad alcuni fa un po' paura, io vorrei cercare di capirlo più a fondo.
 
E il modo migliore è raggiungerlo e studiarlo in prima persona. Tornare con un bagaglio pieno quando volutamente era vuoto alla partenza. Fare tesoro delle somiglianze fra la lingua giapponese e quella cinese per progredire più velocemente.

Poi chissà, imbattersi in  qualcosa di inaspettato... Comincia, lo sento nell'aria, qualcosa di nuovo...

Cercherò di documentare cosa accade dentro e fuori di me e di dare espressione a questo entusiasmo che mi contagia già da adesso, mentre sto preparando i bagagli ed i ciliegi alla finestra  salutano  benevoli la mia dipartita.