venerdì 4 agosto 2017

Di necessità si scrive


C'erano tutti i presupposti ad eccezione della calura, proibitivo stare all'aperto oggi. Modalità esplorativa attivata, la confidenza di trovare un buon posto dove scrivere in città. Prima di cominciare un buon pranzetto per placare eventuali languorini che potevano disturbare il flusso delle mie elucubrazioni creative. Un'unica scadenza da rispettare: la lezione di cinese delle sei di sera a Shibuya. Nei giorni di vacanza non mi piace spostarmi in treno, quindi ho optato per quella destinazione in modo da ridurre al minimo l'uso della metro. Una volta arrivato, ho deciso di trastullarmi nelle comodità della metropoli e ho seguito la scia di aria condizionata che mi ha guidato in direzione del grattacielo/contenitore Hikarie, dove i sogni si concretizzano nelle forme più disparate: dai sandwich alle fragole, agli smalti per i cammelli. La materialità del luogo schiaccia inesorabile il flusso del pensiero veicolato alla sua realizzazione immediata e riconoscibile. Non ci sono sorprese ad eccezione di quelle impacchettate dalle commesse indaffarate. 

Si fa la fila per un drink al secondo piano come all'undicesimo, ma forse un alcolico mi aiuterà a ristabilirmi su una frequenza accettabile per cominciare a scrivere. E rimane anche la musica nelle orecchie, anche se il frastuono circostante é tale da svuotare parzialmente i suoni, rendendoli più vicini a dei rumori familiari. Mentre sorseggio un cocktail annacquato sopra la mia testa si agitano i venti artificiali comandati a distanza perchè si dirottino contro di me e mi spingano a velocizzare il consumo della bevanda e ad andarmene che il cliente successivo è già in agguato. Ci sto meno di mezz'ora, poi sono forzato ad alzarmi e ad approdare ad altri lidi.

Ora scrivo da una postazione provvisoria proprio vicino ai cessi e agli ascensori. Un posto dove non si sosta volentieri, ma almeno la temperatura è umana. Conto cinquanta persone in poco più di cinque minuti. Poi getto la spugna. Ci sono giorni che non sono fatti per scrivere. Un po' come le date  del calendario buddista dove è sconsigliato costruire o avviare un'attività. Questa giornata non deve passare inascoltata però, così decido di intrattenermi ancora un po' nel viavai delle persone e degli effluvi delle toilette che caratterizzano il settimo piano di Hikarie.

Di necessità si scrive.

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