venerdì 10 febbraio 2017

Caro amico

"Colorless Tsukuru Tazaki and His Years of Pilgrimage".

 Pensavo che questo libro non mi riguardasse.

 Una storia da leggere senza troppe aspettative.

 Una lettura da treno piacevole ma discontinua. 

 Di certo non mi commuoverò, con tutti questi ideogrammi.


 Invece, qualcosa di inaspettato è accaduto. Mi sono ritrovato catapultato in un passato che mi apparteneva e riviveva nella storia che stavo leggendo. 

 A quel tempo facevo le valigie e partivo per la Germania e al mio ritorno tutto era troppo confuso perchè potessi capire chi era stato ferito da cosa e perchè. 

 L'instabilità di quel periodo ha contribuito a deteriorare ulteriormente alcune relazioni già provate nel corso degli anni senza che scaturissero sensi di colpa o prese di posizioni per evitare l'allontanamento. 


 Lettere ricevute e ripiegate con cura senza averle realmente capite, per poi decidere di andare ognuno avanti per la propria strada. 

 Non c'è tempo di percepire il vuoto; nel vortice degli accadimenti, gli stimoli sono così forti e regalano euforia, sulla strada ci sono prima due, poi tre bivi e al momento della decisione eccoli moltiplicarsi in altrettante biforcazioni. 




 Dove si perdono di vista le persone, qual è l'ultima frase detta, si è consapevoli di infliggere una ferita mortale a una relazione?




 In questi anni di permanenza all'estero ho fatto di tutto per mantenere vivide le mie amicizie oltreoceano. Quando torno ho la riprova di non essere stato dimenticato. Il calore non manca, le effusioni amplificate dalla separazione, la certezza che il mio posto nel mondo esiste anche in Italia. 

 La nota stonata è sempre lì e mi rammenta che la perfezione umana non esiste. 

Si commettono errori e un giorno si dimentica di averli fatti.
Vorrei  pensarti ancora come parte della mia vita.  Ma chi sei ora io non lo so più. Spero che ci sia ancora qualcosa in serbo per noi su questo vasto pianeta. 


 Caro amico.



Nessun commento: