domenica 22 maggio 2016

Un addio a senso unico

Ero venuto a congedarmi da questo luogo. Come in un rito propiziatorio, misuravo i gesti e il tempo. Imprimevo nella memoria particolari che, chissà, forse un giorno avrei rispolverato dalla memoria. Invece a distanza di una settimana, eccomi di nuovo qui a chiedere una spiegazione. Un'ansia notturna mi impediva di dormire. Sono uscito e la luce della luna era così forte che non potevo sbagliare: dovevo semplicemente seguirla fino a destinazione. Questo parco che mi accoglie nel cuore della notte, ancora una volta. Sono io fare le domande: perché sono qui? Quale forza mi ha impedito dì andarmene? Non sono più così stupido da credere si tratti di questioni terrene. Sono anni che forzo porte, batto terreni accidentati, mi scontro con le anomalie burocratiche e l'ho sempre spuntata. Ci dev'essere un'altra ragione per cui sono di nuovo su questa panchina; apparentemente, per chi passa, a godermi la frescura della sera, in realtà a cercare di capire questo frammento della mia vita che mi è sfuggito di mano. Questa ricerca sfumata nel nulla; questo vano tentativo di allontanarmi da ventinove metri quadrati e da un violoncello ingombrante trasformatosi in un roboante insuccesso. Certo il fallimento ha provocato conseguenze inaspettate e ha innescato altri avvenimenti ma c'è una parte di me che chiede un chiarimento o un segnale.
Sono certo non proverrà dalle persone quindi sono qui a consumare la notte e a affinare i sensi per tentare di captare un messaggio. L'addio l'avevo già dato, ciondolando sull'altalena come un bambino. Esprimendo le mie necessità unite al mio rammarico. Nella mia vita non ho mai dato nè ricevuto seconde occasioni. Le ripetizioni mi stancano e frustrano le mie aspettative. Non c'è tempo per le ridondanze che, in questo caso, sono fautrici di incertezze. Vorrei essere altrove e invece mi tocca setacciare i dintorni per cogliere un messaggio o per raccoglierne i pezzi da decodificare in seguito in  un sogno rivelatore. Se non lo faccio anche il futuro ne risentirà.  L'avrei  dovuto capire: gli addii non sono mai a senso unico e anche i luoghi, a quanto pare, hanno diritto in materia.