lunedì 1 agosto 2016

Le polacche a Stella 2) La chiamata

Ho sollevato la cornetta in apnea. Ascoltavo due voci spettegolare di angeli.
"Sono tutte cattoliche praticanti perché Jole le ha viste in chiesa la domenica. Tutte vestite eleganti, quasi andassero a un battesimo", proferiva la prima voce.
" Sì, io invece le vedo come si conciano quando salgono in corriera. E lì è tutto un altro paio di maniche. C'è anche quella grassottella, alcuni dicono sia la zia ma va a sapere, scosciata senza pudore...Voglio dire, ma si guarda allo specchio prima di uscire di casa? Le altre, cosa vuoi, sono un belvedere ma comunque esagerate..."
"Ma poi cosa ci fanno qui? Vogliono colonizzare il paese?"
"Dicono che lavorano sodo all'azienda agricola, io invece le vedo sempre a aspettare la corriera per la spiaggia... Che poi sembra scendano anche separate ed è lì che casca l'asino. C'è sicuramente qualcosa di losco, che solo a parlarne mi vengono i brividi...".
Intanto nella mia testa, lontano dal vociare soffuso e irritante delle due comari,  risuonava un inno nuziale: la navata  centrale ospitava un corteo di spose e una madrina sovrappeso correva dietro agli strascichi mentre la gente, una manciata di riso stretta nel pugno della mano, le aspettava fra esclamazioni di gioia nella piazza antistante l'edificio. Non c'era traccia degli sposi, non ce n'era bisogno: bastavano loro e la loro fierezza, il portamento da regine nel giorno più importante della loro vita. Il paese esultava per quell'avvenimento pagano in un luogo sacro, il matrimonio delle vergini con la vita che si erano riprese a fatica dopo anni tormentati; dopo giorni passati a escogitare come scappare dal loro paese, dopo aver centellinato fino all'ultimo spicciolo, dopo la disperata ricerca di un lavoro, il più umile e mal pagato che gli avesse permesso di salire su un aereo e partire, via!, senza guardarsi indietro mai più. La bellezza, che fino ad allora era stata accessoria, veniva celebrata in quel giorno che ricamavo nella mia mente e che nasceva da un ascolto in differita delle chiacchiere delle due comari. Una delle quali era mia madre che mi aveva appena scoperto a origliare...


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