venerdì 1 gennaio 2016

O Partenope!

Notte. Abbondanza. Pizza. Ospitalità. Lungomare. Ischia. Parlo di Partenope. Un'esperienza per mettere in discussione tutte le convinzioni inculcate da una cultura nord centrica capace solo di condannare. Mi trovo in Italia ma è come se fossi altrove. Ed è molto più bello. Più tragico. Più vissuto. I pensieri delle persone aleggiano nell'aria e qualcuno li raccoglie in questa città. Ma è molto più dell'immaginare e assecondare quello che l'altro si presume desideri. È intervenire nella sua vita: modificare il corso di una giornata con un incontro significativo. Stringere la mano forte senza paura di essere travolti. Esiste il pericolo di essere derubati, ma è solo uno dei possibili estremi. In mezzo una sfumatura vivace di colori che ti colpisce in ogni angolo, ad ogni strada in ogni volto. E guardali questi napoletani se ti lanciano uno sguardo: non ti farà male perderti nei loro occhioni espressivi, gioviali, sentimentali. Ci sono le code anche a Napoli per mangiare la pizza e i ristoratori non conoscono orario fisso di chiusura per soddisfare i clienti affamati. Una fiumana umana si riversa in strada e l'energia della terra infonde calore nelle viuzze del centro fino a tarda notte. E le tue compagne di viaggio che ti guidano per la loro terra, assecondando le tue incertezze, colmando le tue lacune, trasformandosi in persone del posto; rivelando una vitalità che tu pensavi di aver compreso fino in fondo frequentandole  e che invece si amplifica e le arricchisce, mentre tu ti meravigli di quanto affetto tu possa ricevere in soli due giorni. I luoghi contano; e anche le persone. L'energia si crea nella sinergia fra queste due variabili. Napoli. Ilaria. Sonia. Ho una mappa nuova del mondo, una nuova visione delle cose. Grazie 

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