domenica 3 gennaio 2016

Abbandonata

Dicono tutti che sarà un'impresa impossibile. Probabilmente lo è e non avrà nulla a che fare con me. Oggi però camminando per quella stradina sono stato investito da un fascio di ricordi che non erano miei ma di un paese intero. E l'intensità è stata tale che ho sognato di poter fare qualcosa. Pulsante in quel groviglio di rovi che si estende fin dove arriva la vista: una villa abbandonata. Mostrava ancora i segni dell'antica bellezza. Le piante e i rampicanti la percorrevano selvaggi fondendosi con il parco circostante in una matassa verde da fare invidia alle parrucche francesi del settecento. Quasi a volerla preservare e proteggerla nel tempo. Non c'era l'oppressione delle spine del castello della Bella Addormentata. Valore monetario a cinque zeri, in aggiunta la cifra necessaria a bonificarla sempre a cinque zeri. A sentire questi numeri da capogiro tutti i buoni propositi si arrestano e tornano sui propri passi. Lo sguardo di mia madre però  si faceva strada oltre la barriera verde come se potesse scorgere qualcosa che io non potevo vedere. Allora ho capito che lei quella cancellata arrugginita l'aveva attraversata. Aveva goduto degli zampilli della fontana in rovina durante la calura estiva. C'era un legame tra lei e la casa. Tra gli abitanti  di sempre del paese e quel luogo, che costituiva un'ampia porzione della contrada. Quanti ricordi sepolti di un'era opulenta, dove esisteva un padrone volenteroso e una schiera di giardinieri che si occupava della manutenzione della magione. Ho pensato che sarebbe bello poter restituire quei ricordi sigillati ai legittimi proprietari. Ricongiungere chi c'è ancora e chi c'è stato in una passeggiata fuori dal tempo. Rendere la proprietà nuovamente accessibile, questo è il mio desiderio più grande. Per chi come menon l'ha mai conosciuto quel ricettacolo di ricordi. 



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