lunedì 23 febbraio 2015

Disintossicazione

Si può sbagliare premendo su un tasto. La mia destinazione è rimasta la stessa ma è la tratta ad essere cambiata. È stata una questione di un attimo, una leggera pressione con il puntatore del mouse posizionato sul bottone errato. Il computer modifica la vita delle persone e con un click l'impensabile può pioverti addosso come una tempesta improvvisa. Tutti questi dati da immettere ovunque, tutti questi terminali luminosi e insaziabili predatori di informazioni hanno iniziato a stancarmi. Questi oggetti che mi porto sempre dietro sono ben diversi dagli amici che vi parlano attraverso da continenti lontani. Mi illudono che tutto sia vicino, a portata di mano. Ma non è così. Hanno cominciato a ferirmi. Prima era la stanchezza dei miei occhi la notte, provati da un terminale sempre acceso nonostante le luci di casa fossero spente da un pezzo. Poi sono stati i calli sulle dita quando scrivevo imperterrito i miei racconti sul touch screen del cellulare. La mia mano troppo piccola per impugnare l'iPhone 6 plus, che, inesorabilmente sfuggiva dalla mia presa ad ogni scossone in treno. Ora è un senso di spossatezza che nasce quando il mio cervello li cerca per connettersi alla giungla della rete e spinge il corpo stanco a impossessarsene con bramosia. Vorrei avere un paio di ore al giorno in cui bandire tutti questi oggetti. Sostituirli con una faccia sorridente o una luna piena da ammirare. La chiamo disintossicazione. E vorrei cominciarla ora, dopo aver scritto queste righe.