sabato 31 ottobre 2015

Quelle notti per una notte

Il ricordo è così forte da costringermi alla scrivania: si ricompone attraverso una serie di immagini così nitide da darmi l'illusione di poter partecipare un'altra volta. Quella notte ad Halloween. E non è stata solo una notte, ma una città. E le persone in quella città: mai le stesse e sotto tetti diversi. Sono su un tram in corsa nella notte : questa scena esiste in una foto da qualche parte in questo fottuto archivio digitale. Perché ad Halloween si diventa cattivi e per placarsi serve il vino a fiotti. Che finisce per macchiarti i vestiti come se ti fossi trasformato nella vittima di un vampiro assetato di sangue. Quel cimitero che bazzicavo alla luce del giorno, inviolabile di notte. Ci passavi vicino e sentivi l'alito dei morti. Soprattutto quella sera di ottobre: staccavo dal call center, i vestiti e i trucchi nella borsa, lì a morire dal freddo in attesa del passaggio in macchina. Ero pronto a tutto quella notte come mai nelle successive che sarebbero trascorse fino all'occasione seguente. Le luci mi avevano abbagliato e per un attimo mi ero sentito annullato nella mia banalità. Mi ero spogliato e rivestito veloce, mentre il bolide sfrecciava e la cenere di sigaretta si disperdeva nell'abitacolo intossicandoci al punto giusto senza esagerare: una tosse leggera, una piccola devastazione che avrei patito il giorno dopo sotto forma di raucedine alla cornetta mentre mi accingevo a vendere contratti telefonici. In quel momento era la mia ultima preoccupazione, io che vestito a puntino giocavo con la giarrettiera di L. e lei invano provava a truccarmi. Marcava linee sul mio volto che nascevano già sbavate e imperfette. Mi vedevo riflesso nello specchietto retrovisore. Bello non potevo diventarlo, né tantomeno terribile. Cullarsi in quel perenne stato di imperfezione amplificato da un trucco sbilenco. Meglio poi se si trattava di un casolare abbandonato ad accoglierci: uno di quelli annoverati nelle leggende che alimentavano le cospirazioni contro la nostra città e il suo legame con la magia. Tutto questo vortice di emozioni è qui ora davanti a me, nel palmo della mia mano. Ma non riesce più ad assorbirmi dentro di sé. Rimango fuori a guardare quello che è stato come se si trattasse di una candela che si consuma inesorabile e che non posso in alcun modo ravvivare. È buio pesto, manca poco alla mezzanotte. Si avvicina l'ora degli spiriti e io guardo ipnotizzato fino a che anche l'ultimo alito di vento si disperde. Sarebbe plausibile che in una metropoli di venti milioni di abitanti qualcuno bussasse alla porta reclamando un dolcetto. Si è liquefatto nella mia tasca e mi diverto a cercare con il tatto quella sensazione sgradevole di cioccolato sciolto. Sorrido dolente e cerco una rivincita: una qualsiasi e a breve termine. Non eclatante ma che sia ancora una volta capace di portarmi sulla cattiva strada. Per una notte.

Writing Soundtrack

Patience Ólöf Arnalds
We Float PJ Harvey
The Spirit of Juliet Miho Hatori
Kate Nash Little Red
Differencia Tujiko Noriko
Strokksevri Jonsi & Alex
Drink, Little Girl Maximilian Hecker
Makes Me Wanna Die Tricky
Tere Bina Zindagi Ze Kishore Kumar

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