sabato 25 luglio 2015

Un paragone azzardato

Stasera è una serata in cui volevi semplicemente stare all'aria aperta sorseggiando una birra ghiacciata parlando con qualcuno. Questo desiderio è nato spontaneo dopo una giornata proficua al lavoro. Uno di quei giorni in cui ti senti in sintonia con il mondo nonostante l'afa circostante, l'asfalto che fuma e i treni sovraffollati. Oggi anche Tokyo sembrava più ospitale nonostante tutto. Poi ti rendi conto che è impossibile sulla via del ritorno. Poche le persone che vuoi realmente sentire e per di più  irraggiungibili. L'opzione fuochi d'artificio è da scartare perché sono le otto e tu ti trovi dalla parte sbagliata della città. Decisamente in ritardo sull'inflessibile tabella di marcia che regola lo scoppiettio nei cieli della fetta privilegiata. Preghi il tuo angelo custode nel tragitto verso casa. Che movimenti la tua vita. E lui infallibile ti esaudisce. Nell'atrio della stazione vedi due italiani. Due conoscenti, brave persone. Le saluti scambi quattro chiacchiere. Siete tutti nello stesso posto, agognanti per un posticino al fresco e qualcosa da sgranocchiare. La scintilla non scatta. Dovevi osare e farti strada nei loro programmi. Invece esiti nonostante il terreno spianato. Così rimani solo con una lattina di birra e dei takoyaki su una panchina a meditare. Le cose qui non accadono naturalmente. Occorre spingere moderatamente finché la ruota cominci a girare. Normalmente sei talmente assuefatto che ti lasci cullare da vagoni in corsa senza prendere la briga di stabilire la direzione e la durata del percorso: da un treno in corsa all'altro, senza movimenti inutili. Quando però torni dall'estero ti accorgi che questo meccanismo è difettoso perché qualcosa in te si sta progressivamente assopendo. Abiti a quindici minuti da Shimokitazawa, uno dei quartieri più vivaci per gli stranieri e sei sempre troppo stanco per allungare il percorso. Raggiungi le tue quattro mura e rifiuti di dormire per non dimenticare quello che ti sta succedendo ora: è un momento così prezioso, in cui afferri verità che normalmente ti sono precluse, che non ti va di dormire. Vorresti rimanere sveglio tutta la notte per capirci qualcosa di più. Un po' come capita  per tutt'altro motivo in Italia, di notte, sulla spiaggia, quando ti rifiuti di chiudere gli occhi per la bellezza e il calore che ti circondano. Un paragone decisamente azzardato.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Funziona proprio così in qualsiasi parte del mondo, anche quelle che sembrano più vicine e forse più simili.
kt