lunedì 20 aprile 2015

Dieci dicembre

Perché non scrivere un pensiero notturno prima di abbracciare il guanciale? Le giornate scorrono veloci piene di accadimenti degni di menzione. Riflessioni quotidiane sul posto dove vivo, sulle persone che incontro, sui progetti che sto portando avanti. Illuminazioni intermittenti da catturare in parola e condividere con chi come me si sente un po' oppresso dalle dimensioni di questa megalopoli o chi, invece, la sogna come meta delle sue prossime vacanze. 
Vorrei parlare di Umberto Maria Giardini, del Simposio di Etnografia all'Università di Liverpool e di tanto altro ancora... Questo pomeriggio, riparato da una pioggia scrosciante, ho rispolverato la lettura di un libro di racconti che mi aveva catturato qualche anno fa alla FNAC di Torino quando ancora era aperta.

George Saunders è l'autore di questa bellissima raccolta di racconti brevi (Dieci dicembre). Il dieci dicembre è una data qualsiasi; troppo presto per essere Natale, tutti intenti a chiudere i conti dell'anno appena trascorso. Vite sospese in attesa di un cambiamento vengono ritagliate e giustapposte nelle pagine del libro. Un' America così diversa dall'immagine veicolata dalla TV. Un paese prevalentemente rurale ancora in preda agli spettri della guerra. L'instabilità che regna nei cuori dei protagonisti delle varie storie è ben diversa dal rassicurante sogno americano regalato dai sorridenti Barbie e Ken. Lettura frammentata e disorientante che si compone all'improvviso nella forma di un mosaico espressivo nel cuore di chi legge.


Per chi sopravvaluta l'America o la vuole vedere senza passare per il tubo catodico.

Nessun commento: