giovedì 15 gennaio 2015

Sette mesi di TI

È passato quasi un anno da quando ho cominciato a scrivere su The Incipit. Ho iniziato per ragioni legate alla mia ricerca sulle digital fiction, ma camuffata era la mia volontà di superare l'annotazione fine a se stessa, la storia confezionata in una pagina e ricamata a puntino, senza sbavature. Con troppi punti interrogativi però. E mai interconnessa alle altre. Avevo paura di cimentarmi in qualcosa di più grande, mi giustificavo con la ricerca di nuovi temi che però si esaurivano sempre in una facciata. La paura di soffermarmi lucidamente su qualcosa, di sviscerarne le complessità, di conviverci nel bene e nel male. Ogni storia ha i suoi alti e bassi: io la appiattivo, riducendola ad un schizzo immediato e magari piacevole, ma incompleto. La tecnologia mi ha svezzato, meglio di una scuola di scrittura. La necessità di emergere in quella giungla di storie, di far sentire la mia voce e di essere apprezzato da qualcuno, unita ad una riflessione costante sulla generazione di un racconto esteso che la piattaforma digitale mi vincolava a scrivere, ha permesso il salto di qualità. Il continuo confronto con i lettori, gli insegnamenti, le ore passate in treno a scrivere e a riscrivere, a commentare e a leggere ciò che gli altri scrivevano, a moderare  e censurare i miei feedback che sarebbero stati giudicati troppo aggressivi e a comprendere le dinamiche di generazione di un racconto corale mi ha sfinito. Le inevitabili costrizioni erano tali che ad un certo punto mi sono allontanato. Con la consapevolezza, però,di poter approdare in altri lidi.

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