domenica 13 ottobre 2013

Saori: il primo incontro

Ero fermo al semaforo verde. Attento a cogliere la melodia che si sprigionava tutt'intorno. Andavano tutti di fretta quel giorno all'ora di punta. Tutti tranne me. Se si fosse materializzata una poltrona mi sarei seduto. Incantato da un suono che non avevo mai sentito prima. C'era qualcosa di triste in quel succedersi di note meccaniche. Una rassegnazione da cui ero sfuggito e che ora ritrovavo proprio lì in procinto di attraversare la strada. In questo paese anche i semafori si mettono a cantare. C'era chi mi osservava sconcertato. Un ostacolo da dribblare. Uno sprovveduto destinato ad essere inghiottito dal traffico alla tornata successiva di veicoli. Un nullafacente. Tutti avevano una ragione per affrettarsi dall'altra parte, prima che diventasse rosso. Invece io impertinente stavo a guardare il vuoto. Era il mio orecchio a lavorare in quegli istanti. Volevo memorizzare quella voce artificiale e riprodurla successivamente nella mia stanza. Cantarla ad un commesso nel negozio di musica e appropriarmi della versione originale. Sarei stato lì all'infinito se ad un tratto il tempo non fosse scaduto. Mi trovavo ad un semaforo lungo in prossimità della superstrada che falciava in due il quartiere residenziale conferendo alla zona un'apparenza di megalopoli tanto apprezzata da queste parti. Ero momentaneamente tornato in me: il suono me lo avevano strappato di mano proprio quando pensavo di poterlo masticare e riprodurre  nella mia testa. Se non fosse stato rosso ora sarei stato pronto ad attraversare. Privato di quella melodia sprofondavo nuovamente nel grigiore di quel passaggio pedonale con gente scalpitante dietro di me. Anche la bandiera del Giappone incitava al suo popolo di fermarsi a riflettere. Invece tutti rincorrevano un verde speranza effimero come le luci intermittenti di un semaforo.  Sono rimasto lì interdetto sul ciglio della strada. Non avevo bisogno di passare dall'altra parte. Si può anche rimanere fermi a volte e osservare gli altri passare. O tornarsene indietro da dove si è venuti. 

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