venerdì 26 aprile 2013

L'abisso

Si è spalancato l'abisso sotto i miei piedi. All'improvviso. La sensazione di cadere senza potersi attaccare a nulla. Forse un appiglio c'era ma io ho scelto di non vederlo. Appositamente per provare l' abbandono totale. Erano mesi che annaspavo nel nulla: e alla fine si è manifestato. Prepotente. Impetuoso. Sono in caduta libera. C'è paura di atterrare su una superficie troppo dura. Potrei spaccarmi le ossa. O forse continuare a fluttuare all'infinito. In questa condizione mi è concesso di chiudere gli occhi. Sentire l'aria che mi attraversa il corpo e mi gonfia i vestiti. Sognare: qualcosa che non sono io e questa assurda situazione. Un'altra persona è pronta a sostituirmi in questo mondo. In qualsiasi momento, che lo desideri o meno. Tutto dipende dalla traiettoria di questa caduta e dalla volontà di qualcuno di tendere la propria mano per salvarmi. Quanto a me va bene così: non ho responsabilità di sorta nei confronti di un baratro che mi inghiotte. Per una volta osservo passivo lo scorrere degli eventi. Ho fatto il possibile per sfuggire a questa situazione. Ho viaggiato a est per tutta la distanza percorribile. Ed ecco che, a distanza di tempo, qualcosa di analogo si ripropone. Questa volta però non oppongo resistenza; lo accolgo come qualcosa di inevitabile. E' quasi dolce soccombere. Per una volta mi dichiaro sconfitto. Totalmente. Su tutti i fronti.

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