lunedì 4 febbraio 2013

Un anno d'amore

Quanta gente vive in questa città. Quanto è facile ricominciare a respirare aria nuova. Mettersi in gioco un'altra volta. E cominciare un'anno fatto d'amore. La fine dell'inverno aiuta e gli oroscopi propiziatori pure. Ma oltre a ciò ci sono in vibrazioni in me che mi spingono ad osare di più. La gente in fondo vive per amare. Essere innamorati carbura i sogni. Improvvisamente qualcuno ti prende per mano e ti conduce in un posto dov'eri già stato ma con i suoi occhi lo vedi diverso. E così accade che la grigia Takadanobaba luccica incredula. E' la forza delle persone a sostenere e a cullare la nostra immaginazione. Camminare fianco a fianco per la periferia anonima e ad un tratto accorgersi di quello che i treni ci rubano tutti i giorni con la loro velocità: paesaggi umani, ristorantini, quella vita che non sa di stazione. Lì si nascondono i sentimenti, lì troverò ciò che cerco. Anche a Tokyo pulsa un cuore a dispetto della corazza d'acciaio che la protegge. Non occorre tracciare forme sulla cartina per individuare un percorso preferenziale: bisogna avere il coraggio di camminare lungo una strada qualunque senza essere presi dalla fretta. Mi è successo la scorsa settimana uscito dalla stazione di Hanzomon, nel tratto fino a Kudanshita. Era un tratto nuovo per un veterano di Tozai Line. Uscito all'aperto ho abbandonato mappe e cellulari e ho pregato di perdermi e trovare qualcosa di fantastico. Non ho trovato nulla di concreto ma grazie a questo pensiero mi sono ricaricato. E arrivato a destinazione per puro caso. 

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