venerdì 31 agosto 2012

Una città chiamata Amore

Non c'era più. La targhetta con il mio nome era sparita dal quadrante che indicava gli inquilini dello stabile. Del tutto plausibile. Era più di tre anni che non abitavo più in quell'appartamento. E la mia ultima visita da ospite era stata nel gennaio del 2010. Avevo avvertito di una mia scappata improvvisa. Era passata sotto silenzio, quasi del tutto inosservata. Camminando a poco a poco per le strade mi sono reso conto che forse non era stata la città ma le persone che ci vivevano ad entusiasmarmi. Associavo ogni luogo ad un ricordo ma non avevo nessuno a fianco con cui potessi condividerlo rievocandolo.  A Torino ho perso le radici: quel giorno mi sentivo un perfetto estraneo. Vinto dalla perplessità ho chiesto consiglio all'Ufficio Informazioni e mi sono ritrovato con un plico di materiale sui luoghi di interesse della città. Quasi tutti sconosciuti. Ma dove avevo vissuto per più di dieci anni? Dov'erano i collegamenti, che uno faticosamente costruisce giorno dopo giorno? Non poteva essere svanito tutto nel nulla. Poi mi sono reso conto della calura. Il giorno dopo Ferragosto la città era deserta.  E in tutti gli anni che io l'avevo abitata mi ero sempre guardato bene da preparare le valigie e lasciarla prima del 15 Agosto. Io non riconoscevo la città e lei non riconosceva me semplicemente perchè in quella data fatidica non c'eravamo mai incontrati. Era una Torino che io non conoscevo ancora . Chissà se alla fine di quella giornata mi avrebbe nuovamente conquistato? Ho aperto i depliant turistici e mi sono fatto guidare da loro: ero un semplice visitatore privo di strascichi romantici dal passato. Tutto mi appariva sotto una nuova luce: imparavo la sua storia e entravo a dissetarmi in posti mai visti. Quante volte l'avevo fraintesa confondendola con il setting dei miei vissuti strampalati. Avevo aggiunto alle sue architetture qualcosa che oggi sotto i portici imponenti di via Po non trovavo più. Alla fine dei conti ho scoperto che Torino è una fantastica città ma non è dove ho vissuto per tutti quegli anni: sono rimasto orfano di patria ed ora sono qui a cercare disperatamente un luogo che forse esiste solo nella mia immaginazione. Quanto al materiale costitutivo che nutriva le impalcature fittizie di questa città fantastica che ho confuso per il capoluogo piemontese, non ho dubbi si trattasse di puro e semplice Amore.