giovedì 13 dicembre 2012

Ho imparato la lezione

Il Giappone ha da tempo abbandonato i miei sogni. Non esiste più nella mia immaginazione. Lo vedo ogni giorno negli occhi della gente, ne tocco la superficie, mi ci addormento. Ma non lo accolgo più dentro me. Esiste nelle ore di veglia per farmi venire voglia di addormentarmi. Il mio io dormiente non vuole più svelarmi cosa si cela nei miei sogni. Perchè la mia determinazione li spinge ad avverarsi. E quando i sogni si avverano, rimane solo la cruda realtà. Inseguo il mio prossimo sogno senza neppure sapere di cosa si tratta. Vorrei rendere reale la mia immaginazione nella forma di un libro. Di quelli che scricchiolano quando si aprono. Di quelli che forse si dimenticano negli scompartimenti. Di quelli che renderanno felici gli altri un giorno. Partirò per lo Shikoku e scriverò il mio libro in tre giorni. O forse no, chissà. Il nuovo anno sarà nuovo per tutti i versi. Una tabula rasa. Dimenticherò il 2012 e tutto il male che mi sono fatto. Ma proprio per questo, prima di lasciare che l'oblio faccia il suo corso, ho bisogno di lasciare una traccia che mi permetta di orientarmi nel nuovo mondo che mi accoglierà. Un mondo di 5 giorni lavorativi, un'esistenza fatta di feste giochi e spensieratezza. Che sia qui o fuori di qui, esiste ne sono sicuro. Ci sono pure delle persone che ti vogliono bene se sei fortunato. E allora avrò bisogno di una guida per non tornare indietro, al punto di partenza. Quattro fogli vergati con i nomi delle persone che devo evitare, i luoghi sconsigliati e i soliti pattern comportamentali che mi causerebbero guai se seguiti. Ho 33 anni e finalmente penso di aver imparato la lezione. Solo devo scriverla. Perchè il mio nuovo me stesso la possa leggere nella sua ingenuità. E possa dormire tranquillo. Con un altro bellissimo sogno. 

1 commento:

Nana Seven ha detto...

anche a me piacerebbe davvero tanto poter vivere il Giappone. Non so se mi piacerebbe, ma lo amo da quando sono nata. Ho quasi 33 anni e non vedo l'ora di poterlo toccare e inchinarmi a lui, alla sua gente. Vorrei poter apprendere la lingua, e mi arrabbio quando in questo buco di città in cui sto, non esiste nessuno che sappia insegnare, nessuno che conosce il giapponese e allora mi sento povera. Mi sento schiacciata e del tempo che scorre senza che io possa fare nulla. Vorrei poter avere possibilità anch'io. Almeno per una volta.

Invidio sempre un po chi va in Giappone e lo vede prima di me, magari gente a cui del Giappone non gliene frega granché, ma che ci va tanto perché è laggiù e allora fa figo.

Bah sono parole così, lanciate così perché sono le uniche che al momento ho in mente e le scrivo qui e basta ^___^

Ciao Gabriele ^^