martedì 18 dicembre 2012

Ancora mille e una notte giapponesi

Il letto si è sfondato, così ho deciso di liberarmene. Pensavo di guadagnare spazio invece la camera sembra ancora più piccola. Per buttarlo ho dovuto aspettare dieci giorni e sistemarlo nell'immondezzaio la sera precedente il ritiro per non disturbare gli altri inquilini di questo sterminato palazzone. Ho seguito tutte le regole a capo chino (inutile protestare) e per le restanti notti che mi separavano dalla liberazione definitiva mi sono spaccato le ossa della schiena a dormirci sopra. Comunque ora non è più fra noi con i tre adesivi appiccicati a vista che lo designano come "spazzatura pesante". Non avrò guadagnato certo in metri quadrati ma tutto sembra più provvisorio, come piace a me.
Il nuovo futon l'ho ricevuto oggi direttamente a casa. L'ho adagiato al pavimento e mi sono addormentato istantaneamente. Dieci notti di dolori rimediate in un pomeriggio di vacanza. Da una parte non riesco proprio a riconoscermi in questo popolo, dall'altra riesco ad adottare le loro abitudini che, contro ogni mia aspettativa, sono decisamente più congeniali al mio stile di vita. Abbraccio il futon e mi preparo a passare in sua compagnia altre mille e una notte giapponesi. (Forse)

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