giovedì 11 ottobre 2012

Il gioco delle porte

Ecco la situazione attuale potrei definirla come in sospeso. Le mie porte sono tutte aperte contemporaneamente. Su vari fronti. Devo fare attenzione che folate improvvise di vento non si intromettano. E' una situazione di perenne attesa. Da quelle porte dovrebbe entrare un visitatore, arrivare un pacco o magari soltanto profilarsi all'orizzonte un paesaggio. Il mio compito attuale è di sorvegliare se accade qualcosa. Sono al centro della stanza luminosa perchè tutte le entrate sono aperte. C'è solo un tavolo e un frigorifero. Arredamento spartano, mi raggomitolo in un sacco a pelo la notte. Ma difficilmente prendo sonno. Esiste il fusorario e un visitatore dall'altra parte del mondo potrebbe entrare. E io dovrò essere lì ad accoglierlo con un sorriso. Ne va del mio futuro. Sono solo nella stanza, non c'è un gatto nè un altro essere umano a tenermi compagnia. C'è uno schermo perennemente connesso alla rete che mantiene i miei contatti con l'esterno. Perchè abbandonare la stanza potrebbe essere fatale. Pochi buoni consigli, tanta spazzatura virtuale. Lo sgabuzzino quello è chiuso a chiave. L'ho gettata fuori per impedirmi di entrare di nuovo. Un giorno qualcuno me la riporterà...Chissà che effetto avrà rientrarci. Quante persone anchilosate ne verranno fuori, tormentandomi di domande a cui io di certo non avrò il tempo di rispondere. La casa si ripopolerà e io mi concederò un bicchiere di vino la sera. Poi di notte quando tutti dormiranno, scapperò di nuovo. Dalla finestra. Ma questo è un futuro troppo remoto. Ora è il turno del gioco delle porte. Ahah.

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