domenica 16 settembre 2012

Un'amante invidiosa

Il letto è rimasto intatto. L'avevo preparato perchè l'hotel non se lo poteva permettere. Ho aspettato tutta la giornata nell' attesa di rivederla: l'indomani ci aspettava un pomeriggio intenso, lungo, alla ricerca di un nuovo appartamento per lei e per me forse in futuro. Avremmo camminato a braccetto per le strade di Koenji, ignorando i templi e i fantasmi. Non avremmo certo meditato troppo sulla presenza di eventuale amianto sul soffitto della casa. Siamo fatti così: il tempo di ritrovarci e tutti i problemi intorno svaniscono. Abbiamo la capacità di ritagliarci uno spazio speciale in questa enorme metropoli. Perchè i momenti  per stare insieme  sono sempre troppo pochi. Specialmente a Tokyo. C'è una maledizione che ci separa allo scoccare delle 24 ore. E poi passano anni per stabilire l'incontro successivo. Prima ci era concessa per lo meno una settimana: partivo dall'Italia d'agosto e finivo a rifugiarmi nel suo appartamento ad Honancho. La vedevo ritornare stanca con l'ultimo treno, a volte io dormivo quando arrivava e il mattino era troppo presto perchè mi accorgessi di lei mentre consumava veloce il suo caffè istantaneo. Trascorrevo le mie giornate con l'altra inquilina della casa: diffidava degli stranieri e vedeva fantasmi ovunque. Ma il peggio doveva ancora venire: mi sono trasferito in Giappone il 2 aprile 2009. Lei ha lasciato l'appartamento il giorno successivo. Un mattino impiegato a disfare le mie valigie e un altro a fare le sue, in preda al fusorario. Io arrivavo e lei tornava al suo villaggio natale. Ho ereditato le sue posate e qualche tazzina come premio di consolazione. Tornava perchè la vita nella capitale l'aveva provata, distrutta. Lei a pezzi, io pieno di energia. Da quel giorno sono passati tre anni. La mia energia in questo periodo si è rivelata intermittente come le nostre chiamate al telefono. La linea era perennemente disturbata dagli alberi della foresta vicino alla sua casa. Ho cominciato a pensare che qualcuno macchinava contro un nostro prossimo incontro. Lei che assecondava tutte le mie pazzie, doveva starmi lontana. Per qualche ragione. Un giorno mi ha chiamato decisa a raggiungermi. Questa volta non la fermava nessuno: l'avanzare dell'età rende tutti più risoluti, anche chi è particolarmente attaccato alle tradizioni e ai relitti che si trascina dietro senza sapere poi come disfarsene. La linea era buona e potevo sentire attraverso la cornetta gli uccellini che benedivano la sua partenza. Il sole rovente  scalda ancora Tokyo nonostante sia settembre inoltrato. Ci siamo incontrati ovunque nel mondo: Osaka, Viareggio, Londra... Era tempo che questa grande città si accorgesse di noi e del desiderio di partecipare l'uno della vita dell'altra. Non importava che fuggisse in compagnia. Io l'aspettavo a braccia aperte: lei e chi era con lei. 

Non stavo più nella pelle, poi un messaggio indecifrabile: "Ho fatto la valigia, vengo da sola. Sto prendendo il bus per la stazione ma ci impiegherò più di due ore per arrivare e chissà se alla sera tardi ci sono ancora treni per Tokyo".  Le ho risposto che certo ci sarebbero stati altri treni, perchè è la capitale e la nostra vita qui si svolge su un mezzo in corsa. Prendesse la rincorsa e sarebbe riuscita ad agguantare la maniglia giusta. Io ero ad aspettarla già da allora come uno stupido, tentando di concentrarmi sulla rivista elettronica che stavo leggiucchiando in attesa di una sua mail. Che non è mai arrivata. L'ho persa nel tragitto per la stazione. Il telefono squilla a vuoto da due giorni. So che sta bene ma non può parlare. Questa volta non sono solo le interferenze della linea. C'è una fattucchiera blasfema che la tiene prigioniera. Nella foresta che si tinge di nero nei miei pensieri. Sono dell'idea che alla città non piaccia il nostro legame. E devo farmene una ragione ora mentre mi crogiolo su questo letto che non ho voglia di disfare. Ho paura che il nostro prossimo incontro possa scatenare una sciagura. Me ne sto qui a rimuginare su di lei. Almeno questo non mi è ancora proibito.  Tokyo, sei solo un'amante invidiosa, ma , purtroppo, mi tieni completamente in pugno.

1 commento:

Nana Seven ha detto...

bellissimo post... davvero.