sabato 22 settembre 2012

Il principe

La strega cattiva mi ha fatto notare che si trattava di un principe. E io ero semplicemente il suo stalliere. Niente di più. La situazione si era capovolta su quel tetto a Higashi Nakano. Eravamo suppergiù di questo periodo: l'aria fresca che si insinua dalla finestra del balattoio me lo ha riportato alla mente. Il giorno in cui ho scoperto di essere un particolare trascurabile, un incidente di percorso. La realtà è fatta di punti di vista molto diversificati: mi difendevo come potevo, dicendo di non credere alle favole. Era un attacco reale quello della strega, sferrato in un momento di debolezza in cui mi sentivo obnubilato dal troppo alcol assunto quella sera. La festa era finita: ci eravamo ritirati sulla terrazza da cui si poteva ammirare lo skyline di una città reale. Non c'erano castelli nè cavalli nei dintorni il che significava che anche i principi e gli stallieri non appartenevano a quel mondo. Ad un tratto la strega ha estratto una macchina fotografica e ha immortalato per sempre quell'istante in una fotografia. Sullo sfondo svettava un grattacielo luccicante come la lama di una spada. Io faticavo a reggermi in piedi e ciondolavo davanti all'obiettivo cercando di trovare una posizione consona ad uno scatto fotografico. Invano. Poi c'era la sua figura imponente con lo sguardo perso chissà dove : la malinconia in cui era stato ritratto corrispondeva effettivamente all'atteggiamento eroico di un principe nei confronti del proprio regno. Pronto per partire per una nuova avventura ma pensieroso per il suo continuo distacco dalla terra madre. 
La strega cattiva non aveva alcuna pretesa di tramutarsi in principessa e rapirlo dalla sua missione. Quanto a me più che uno stalliere mi sarei riconosciuto piuttosto in un giullare incompreso. Ormai tutti e tre irretiti in un incantesimo che ancora tutt'oggi si diverte a giocare con i nostri destini. 


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