martedì 17 luglio 2012

Il mio salvagente papera

Oggi al bordo della piscina guardavo il treno sfrecciare sul cavalcavia e mi chiedevo se le persone stessero guardando fuori dal finestrino. Se l'avessero fatto mi avrebbero visto: me e il mio salvagente papera. A me non capita mai di guardare fuori: se lo facessi più spesso scenderei alla prima fermata utile guidato dall'istinto per aver notato un particolare o uno sguardo, un palazzo buffo o una piscina sospesa per aria. Questo caldo palpitante mi rende pieno di energia: le inquietudini invernali lasciano spazio alla magia estiva. Vorrei lasciarmi travolgere dall'entusiasmo delle persone che non conosco in una via affollata sul fare del tramonto. Ho amato questa stagione per molti anni: l'estate era la mia porta per il Giappone. Ora, rappresenta una valvola di sfogo, una via di fuga. Ma ci sono giorni come questo in cui sono ancora qui e apprezzo la mia vita al massimo. Vorrei che questa stagione così romantica mi cullasse ancora una volta fra le sue braccia. Vorrei non scorresse tutto così senza lasciare una traccia. Il caldo da a la testa, ma nel mio caso in senso positivo: scioglie i blocchi mentali e stimola l'immaginazione. E se ritorno scrittore cominciano i guai. Ricordo una sera al lago Biwako. Ero con Aicha in una delle nostre avventure. Alloggiavamo in un castello o io lo ricordo come qualcosa di molto simile: quella sera e' stato il giorno in cui ho sentito il brivido più forte della mia vita. Era semplicemente il fatto di trovarsi in quel luogo o la consapevolezza che da quel momento in poi mi sarei allontanato sempre più dalla felicita' a farmi tremare in quel modo? Aicha mi guardava da lontano e capiva i miei pensieri: li rispettava in silenzio. Non c'e mai stata una parola ne' il bisogno di una spiegazione. La magia faceva il suo corso e plasmava le nostre vite. Era estate. Il sole ardeva tondo come quello che compare sulla bandiera del Giappone. Per comprendere questo paese occorre affrontare a testa alta la sua calura. Penso a tutto questo crogiolandomi nell'acqua della piscina. Guardo il cielo coperto dalle nuvole e realizzo che siamo ancora nella stagione delle pioggie. Ancora qualche giorno e arrivera': ti aspetto, estate!

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