giovedì 5 luglio 2012

Diventerò statua

Le parole di questa canzone dicono " tutti vanno da qualche parte ma io resto qui". Nell'ultima settimana mi è capitato di viaggiare per ben due volte. La valigia era la stessa, come contenuto solo l'essenziale. Il primo viaggio è stato stroncato all'aeroporto. Mi volevano impedire di partire. Un tempo avrei gridato, in quel momento mi sentivo come sedato. E non riuscivo ad esternare la mia delusione, la rabbia che avrei voluto tirare fuori perchè da troppo tempo assopita dentro me. Mi è stata concessa un'alternativa: a quel punto mi è convenuto accettare e guadagnare un altro tassello di marmo sulla mia faccia. C'era un libro che si intitolava "Diventerò mummia". Io, per la cronaca invece "diventerò una statua". Il secondo spostamento è avvenuto in treno e non c'è stato bisogno di scambi di passaporti. Troppo veloce e già arrivato a destinazione. Sarei ipocrita se dicessi che quello che ho vissuto non era che normale routine. Ho potuto incontrare una persona speciale e congedarne un' altra. Ma in entrambe le situazione io non c'ero. Dissolto nell'aria o allo stato liquido nel bicchiere in cui il mio corpo si specchiava. Albergo da qualche parte fuori di me. Eppure c'è qualcuno che parla con la mia voce. E come se mi seguissi da lontano. Per ripararmi da eventuali delusioni. O perchè cerco la scissione da un corpo che ha superato i trent'anni. Ma come si dice l'anima ha un peso e il mio corpo ne giova in termini di silhouette. Mi sto trasformando in una scultura moderna. E sono in vendita all'asta.

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