sabato 16 giugno 2012

Il coraggio di essere ancora bambini

Ieri ho fatto del bene a me stesso. Ho nutrito quello che gli altri chiamano "la propria parte infantile". Una parte che ho tentato di dissimulare, attenuare persino nascondere in tutti questi anni. Una parte di me che mi scruta con perplessità nei gesti e nelle azioni di tutti i giorni e che a volte si manifesta inavvertitamente quando sono stanco. Anche oggi si è impossessata del mio corpo. Due fatine mi hanno aiutato ad evocarla complice un castello incantato. Si è risvegliato in me un entusiasmo assopito che mi ha fatto correre qua e là come un forsennato fra le stanze disseminate di segreti e intricati indovinelli. Raccoglievo gli indizi per trovare un tesoro nascosto e in mio soccorso le fatine decifravano gli enigmi e mi mostravano la strada da percorrere. Non c'erano monete d'oro o rubini ma solo un bambino spaventato rimasto intrappolato fra le lancette di un orologio che segna trentatrè inesorabili anni. Voglio smettere di pensare al tempo come una caduta libera in discesa e se non posso tornare in fasce voglio almeno  riappropriarmi di tutto il mio mondo interiore. Ora si tratta di convivere con ciò che ho di più caro senza permettermi di pensare un'altra volta di poterne fare a meno. Io sono così e se un domani avrò voglia di vivere in una piramide azteca ci andrò. E i ma e i perchè li lascio a chi veramente ne ha di tempo da perdere!

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