mercoledì 16 maggio 2012

Il nulla di un incontro

Ultimamente ho perso il mio atteggiamento propositivo. Non mi lancio più in nuove conoscenze alla cieca. La metropoli non lo consente, c'è troppo poco tempo per guardarsi intorno. Rimpiango passeggiare sugli ampi viali di Torino, dove le persone non erano solo degli ostacoli da evitare. La mia imprevedibilità qui innervosisce le persone. Perciò a poco a poco la trattengo dentro di me pensando che mi sarà utile più avanti nella mia vita in qualche altro posto. Ma l'angelo custode non mi abbandona neppure in questo formicaio. E mi mette sulla strada delle persone che anche se volessi non potrei evitare. E così mi è capitato di incontrare in tre giorni in tre zone differenti della città la stessa persona. Sarebbe stato facile rivolgergli la parola la prima volta e rispondere a quel richiamo assopito che si era per un attimo risvegliato e richiedeva una mia partecipazione attiva alla situazione. Quella stessa voce che ho ascoltato quando ho incontrato le persone più belle della mia vita. Ma era talmente tanto che non si faceva viva che di proposito l'ho evitata. Si è riproposta a distanza di giorni. Sollevo lo sguardo ed eccola lì la medesima situazione. Ero di buon umore avrebbe anche potuto funzionare, ma un capriccio dello stomaco mi ha convinto di entrare in un ristorantino di udon e placare il mio appetito, piuttosto che fare il socievole. La terza volta al supermercato ha vinto la timidezza. Quest'angelo è veramente troppo spudorato. Possibile che nel momento in cui mi riapproprio del mio essere reale interrompendo per un istante il flusso dei miei pensieri, su 15 milioni di abitanti debba incrociare lo sguardo di quella stessa persona? E poi distoglierlo e cambiare direzione? Così non va. Meglio tagliare la testa al toro e dire un "ciao" la prossima volta. Se ci sarà. Già sono in preda ai rimorsi per essermi comportato da codardo. Non esistono proverbi che assicurino un quarto incontro. Ma posso sempre sollecitare il mio angioletto. O mi toccherà coniare una nuova espressione che fa paura solo a scriverla. Il nulla di un incontro.

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