martedì 3 aprile 2012

Il mio terzo anniversario


Oggi sento di dover scrivere. Sono al riparo dalla tempesta in un anonimo bar annesso all'edificio della stazione di Shinjuku. Mi sento inquieto come il tempo anche se non riesco a vedere il cielo. Non ci sono finestre vicine dal punto in cui scrivo e sono i passanti fradici a segnalarmi che la' fuori la situazione e' tutt'altro che migliorata. Non ho l'ombrello, ne' la volontà di imbattermi nella pioggia la' fuori. Il mattino l'ho passato all'università. Soffiava un vento forte e il campus vestito a festa per la cerimonia di apertura del semestre tentava faticosamente  di mantenere il suo aspetto composto, preda delle raffiche intense che sferzavano sui cartelli pubblicitari e sulle bacheche d'annunci. Le ragazze fresche di parrucchiere e i ragazzi nei loro abiti migliori festeggiavano il loro ingresso nell'università incuranti del tempo atmosferico. O perlomeno così davano a vedere. Da domani non ci sarebbe stato più nulla da celebrare e il cielo plumbeo e carico di minacce era solo un optional. Fosse stato celeste meglio, ma pazienza. Ero li' per caso ma la mia estraneità all'evento era tale che ho desiderato di ridurre la mia permanenza. Anche se pure io avevo una ricorrenza. C'erano i miei tre anni in Giappone da rispolverare con il sopraggiungere del quarto sempre troppo all'improvviso, per uno come me, spesso sopraffatto dalla velocità delle 24 ore giornaliere. Bilanci. Persone interessanti conosciute: troppo poche in relazione alla popolazione galoppante di Tokyo. Non perdo la speranza pero': questa sera, tempesta permettendo incontro una persona che potrebbe diventare importante. Le premesse ci sono tutte. L'agendina nuova di zecca aspetta di essere scritta con entusiasmo  nel prossimo futuro. E non solo con impegni di studio o lavoro, spero. La famiglia: mi manca, tanto, a volte quasi troppo. Spero i miei non leggano, impegnati come sono a districarsi come possono nelle giungle quotidiane della vita italiana. Io, da qui, faccio del mio meglio. Le due donne di casa si fanno attendere, ma spero un giorno vincano i pregiudizi e si spingano fin qui. Allora vedranno solo la parte migliore. Attività da scrittore: fase piatta, una pagina al giorno sarebbe l'ideale. Ricerca: leggo un libro ogni tre giorni, lo dimentico e lo rileggo ancora. Non ho ancora scritto una parola. Lavoro: amo insegnare. Vedere gli studenti determinati mi infonde energia. E'una gioia che cresce di giorno in giorno. Me lo diceva il mio prof del liceo che sarei dovuto diventare insegnante. Lo faccio in Giappone, spero vada bene lo stesso. Felicita': il mio ultimo omikuji dice che sono stabile. Mi basta pero' alzare lo sguardo e vedere Nargiza davanti a me per sentirmi ancora meglio. Un po' malinconico ma e' inevitabile. Sono passati davvero tre anni... Phew..

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