venerdì 20 aprile 2012

Di traverso

La pizza mi è andata di traverso. E non è un problema di stomaco. Sono abituato a digerire carriarmati, non è una semplice pizza a farmi vacillare. E' stato il contorno e non parlo delle patatine ma di ciò che come un mattone mi è piovuto all'improvviso sul piatto. La pesantezza di una notizia che non avrei voluto ricevere. Un nome di cui speravo di essermi dimenticato. Era tutto lì come l'avevo lasciato. Era solo che avevo girato l'angolo e pensavo di essermene liberato. E invece la zavorra si adopera per risucchiare le terre emerse a cui io miracolosamente mi sono aggrappato. Non si tratta di scheletri nell'armadio ma di persone in carne ed ossa. Più ingombranti di un elefante. Lo stomaco non ha retto allo shock. In queste condizioni avevo già ordinato il tiramisù. Ho lasciato perdere, ho chiesto il conto e sono uscito a prendere una boccata d'aria. Chi mangiava con me chissà se avrà capito? Di solito per il cibo resisto a qualsiasi situazione. Oggi ho una pizza sullo stomaco che si ostina a stare lì come se fosse un avvertimento. Quando il piacere di una margherita si tramuta in un inferno, bisogna correre ai ripari. Senz'altro.

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