giovedì 24 novembre 2011

Prima di dormire

La bicicletta mi aspetta per due giorni consecutivi nel deposito. Oggi e' una di quelle sere in cui non torno a casa. Quando capita occorre calcolare un paio di cose. Il parcheggio sarà più costoso e la bici soffrirà di solitudine. I vestiti per il giorno dopo. Quelli che anche se appallottolati , da indossati non si nota la differenza. Lo spazzolino da denti lo dimentico sempre. Se non fossi in Giappone con i combini aperti 24 ore su 24 sarebbe un problema. Il dentifricio , pazienza. Mi accontento di quello che trovo nella casa dove troverò rifugio. I miei amici sono abituati ad aprire la porta ad un ospite inatteso. Assaporo la libertà su questo treno in corsa. Non posso stringere la città con le mani ma la sviscero piano piano via per via quartiere per quartiere, alla ricerca del setting ottimale per attualizzare il romanzo nella mia mente. E' qui da qualche parte che deve succedere. Cosa ancora non lo so. Potrei incontrare un altro me stesso sul ciglio opposto della strada. Essere rapito dagli alieni come Saori. Intraprendere un'avventura lunga una notte e temere l'arrivo del mattino. Dichiarare il mio amore a Tokyo e a tutti i suoi abitanti. Morire e rinascere negli occhi di un bambino. Il treno e' piu' veloce dei miei pensieri. Sono gia' a destinazione. E la bicicletta aspetta sconsolata il mio ritorno mentre io fantastico di stare via solo una sera in piu' Non la lego mai. Forse un giorno me la porteranno via. 

venerdì 11 novembre 2011

Me lo ha detto Steffy

Steffy mi ha detto: "E poi arriva un giorno in cui non puoi più parlare con nessuno. Ti senti incatenata  ad una maglia di rapporti così stretta da farti male e al tempo stesso non puoi permetterti una parola di troppo per non violare gli equilibri che si sono formati intorno a te e che si cementificano ogni giorno di più a tua insaputa. Fino a ritrovarti prigioniera. Proprio come in una gabbia. Non senti il bisogno di fuggire perché non sapresti neppure dove andare.  Tutto e' a tua disposizione in apparenza. Basta chiedere e ti sarà dato. Ma ricorda che per ogni singola richiesta esaudita qualcuno tirera' uno dei fili della corda. Con tanta delicatezza che non te ne accorgerai neanche. Questa mia corda sfibrata stenta a sostenermi fino a fine anno. A volte sembra così sottile che ho paura si spezzi. Allora cerco di riparare i punti piu' deboli facendomi inviare del tessuto dall'Irlanda, li’ non lesina ce n'e' ancora in abbondanza. Non sono brava a rammendare, mi ferisco spesso con l'ago. Ma in qualche modo riesco ancora ad andare avanti. E allora tiro un sospiro di sollievo. Fai che non mi penta mai del tempo perduto a ricucire quest'obrobrio che mi tiene in piedi." Steffy me lo ha detto ieri sera. Mi sono messo a cercare la mia corda. Ho rovistato dappertutto nell'armadio, nel ripostiglio e perfino nel gabinetto, ma niente nessuna traccia. Poi ho realizzato di averla lasciata in un angolo nella mia vecchia casa. E forse è per questo che riesco a vivere senza troppe preoccupazioni ora, in questo angolo di mondo.

mercoledì 2 novembre 2011

Una mattina qualunque

Oggi ho fatto tardi. Il letto era troppo soffice questa mattina. Il profumo della stanza mi ha trattenuto nelle lenzuola. Non c'erano sveglie nei paraggi. Ho visto per la prima volta come il sole del mattino inoltrato lambisce le superfici del soggiorno. Il topolino che invece di dormire giocherellava con la ruota e sperimentava velocità inattese con il solo scopo di stupirmi. Ho usato del sugo di pomodoro che ho ricevuto in regalo e ho cucinato una pasta. Un'eternità dall'ultima volta. Ho visto il lato diurno del mio appartamento. Gli strati di polvere invisibili alle sei di sera. Ho provato le vertigini di vivere all'ottavo piano. E di vedere cosa c'è sotto. Quando stendo i panni la sera tutto è buio intorno e le percezioni dell'altezza sono attutite. Ho cercato di pensare a come sarebbe bello vivere qui a lungo a patto di avere la possibilità di godere della luce del sole. Non si può avere tutto. Ma se arrivo a casa tardi, l'appartamento viene inghiottito nel mondo dei sogni che inesorabilmente si impossessano delle mie membra stanche. La giornata è stata positiva, così stasera ho voglia di scrivere e vinco la sonnolenza. Le case sui fiumi esercitano su di me un fascino romantico. Prego in un po' di stabilità, quella che fino ad ora ho tanto detestato.