lunedì 17 gennaio 2011

Amore a prima vista


Di recente mi piace una pubblicità (http://www.youtube.com/watch?v=ccL25rXmlm8).
Ho riacceso la televisione analogica che avevo nascosto sotto il tavolo perchè occupava un quarto della superficie praticabile della mia stanza. D'inverno non si può uscire tutte le sere. La guardo svogliatamente, ma quella reclam in particolare mi fa sorridere. E mi vergogno di sorridere perchè la trovo fin troppo demenziale. Da perdere le forze, come direbbe Ether.

Di recente ho iniziato un corso per diventare copy writer. Ogni settimana c'è un compitino da fare, finalizzato a misurare la propria vena creativa. In giapponese. Sono stato ignorato per venti lezioni. Poi ho ideato uno sponsor pubblicitario che reclamizza un gelato che ho tentato di mangiare ma non mi è piaciuto per niente. E con mia grande sorpresa ricevo la prima matita dorata. Si tratta un segnale che gli insegnanti riservano agli allievi più meritevoli. Il sensei di turno è un ragazzo strampalato, ai limiti di questo arcipelago. Mi chiedo come faccia ad essere ancora qui, tutto intero.

Di recente mi sono imbattuto in una rivista di media. Racconta di volti noti del settore pubblicitario. Ed eccolo lì il mio professore, campeggiare in una pagina dedicata al suo ultimo successo televisivo.

Si tratta della stessa pubblicità che mi tiene incollato al televisore in queste sere d'inverno e che cerco disperatamente ad ogni intervallo dei programmi. La mia vera ragione di essere lì davanti allo schermo.

Credo nell'amore a prima vista e nelle coincidenze.
Ora devo escogitare qualcosa di credibile per mantenere questo rapporto privilegiato. La consegna del prossimo 課題 è il prossimo venerdì. Non c'è nemmeno tempo per pensare. Figurati scrivere in un'altra lingua...

domenica 16 gennaio 2011

Io, Kotatsu


Ho trasformato il mio tavolo in un piccolo kotatsu. O meglio era già predisposto per esserlo, bastava inserire la spina per collegarlo alla corrente e sollevare la parte in legno e inserirvi una coperta sintetica verde che ben si intona alla mia maglia di oggi. Osservo le mie braccia e le mie gambe dipartirsi dall'unità centrale e spuntare dai vari lati del tavolo come entità proprie , i nuovi ospiti chiamati per sorseggiare insieme un tè verde e combattere la rigità del clima animandosi vivacemente. Quando ho visto il tavolo la prima volta ero sicuro che non sarei mai riuscito a nascondermici dentro. Dicono di fare così in caso di terremoto. Io mi davo già per spacciato. E invece se lo guardo ora, agghindato a festa e con il forte calore che proviene dal suo interno protetto dalla morbida coperta termica, mi viene voglia di infilarci la testa e di vedere cosa c'è dentro. E' un po' come un guscio di tartaruga. Accogliente e sicuro. Il climatizzatore non lo considero neppure più. La mia casa diventa progressivamente più piccola. Sul tavolo il computer, il dizionario, un libro e un calendario. Il mio ventre diventa legno, rigido senza bisogno di fare gli addominali. Certo spostarsi sarà più faticoso di prima ma ci penserò una volta terminata la stagione invernale. E' arrivato il momento di trascorrere un po' di sano e pigro letargo.

domenica 2 gennaio 2011

Un dono prezioso

Torino e' sempre una bella citta'. Ho aspettato in trepida attesa un amico alla stazione perché aveva perso la coincidenza. Sapevo che sarebbe stato importante incontrarlo in questa circostanza. La mia nuova vita a Tokyo e la mia vecchia esistenza in Italia si sarebbero incrociate in combinazioni inattese. Ho conosciuto questa persona in Giappone ma se n'e' andata altrove dopo sei anni di avventure a Tokyo. Ed ora con l'inaspettata piacevolezza degli imprevisti si tuffava in una vita che non era la sua. E neppure la mia. Questo scorrere incessante di esistenze, di punti di vista differenti e di attese che non mi appartenevano piu'. Ho visto la gente arrovellarsi dietro ai problemi di un trasloco o soffrire per un'opportunita' di lavoro mancata. Questa quotidianità un tempo così familiare mi e' apparsa completamente estranea, lontana anni luce dalla mia vita attuale. Mi chiedo se mi trovi in un limbo o questa nuova fase della mia esistenza si schiuda così semplicemente davanti a me e la debba accettare come un dono prezioso in grado di allontanarmi dalle sofferenze che affliggono gli altri. Non mi preoccuperò mai più per un muro da intonacare o per il colore dei divani di una camera. In Giappone in quella mistica stanza i muri sono spiriti e non c'e abbastanza tempo per pensare all'arredamento. Il mio amico ha vissuto una porzione dei luoghi che ho abitato. Questa collisione mi ha avvicinato all'essenza dei cambiamenti. E’ il miracolo di un bug spazio temporale che mi ha colto di sorpresa. Non si tratta di crescere una nuova consapevolezza in un luogo a milioni di chilometri da casa. Tutto e' accaduto dentro di me. Sotto il sole del Parco del Valentino. Prima che l’anno terminasse mi sentivo una persona nuova.