domenica 18 dicembre 2011

Hana amami solo un altro po'

Hana ti ringrazio per le rose. Le ho annusate e ho stretto  il mazzo al petto, pensando "questo e'  vero amore". Ma sono un incosciente. Ho perso fino all'ultimo petalo. E' stata Shinjuku, la città dove vivo. Sono stati i suoi tentacoli che stringono in un placido e fatale abbraccio le vite di coloro che ci  abitano e dei passanti ignari nelle notti di festa. Le bancarelle luccicanti e il cibo copioso consumato in allegria mi hanno spinto ad inoltrarmi per le vie proibite. Ero carico di bagagli. E c'erano anche le tue rose, ancora fresche e profumate. Le tenevo in mano orgoglioso e i passanti fantasticavano sulla possibile destinazione di quel mazzo voluminoso. Tutti pensavano fosse un tributo non un regalo ricevuto. Quanto ero orgoglioso Hana di avere quel giardino in miniatura da mostrare alla gente. Poi mi sono distratto. Non doveva succedere. Ma i kimono mi fanno questo effetto. Per quanti anni possa trascorrere in questo paese quelle vesti esercitano su di me un fascino ancestrale. Le fantasie di colore, la brillantezza dei tessuti, il portamento elegante mi riportano indietro nel tempo. Dove tu non c'eri ancora, o dove forse avevi un altro nome che io non conoscevo. E questi fiori e tutti i pacchi che trascinavo faticosamente non significavano assolutamente nulla. Mi sono distratto e sono stato travolto dalla gente proveniente dalla direzione opposta. Ho usato il mazzo per difendermi da quell'orda di persone che mi aveva colto impreparato. I petali urtavano gli avventori e si sfaldavano dal fiore ad uno ad uno. E il vento così forte quel giorno li trasportava via. Armeggiavo il mazzo come una spada, ancora fantasticavo dell'epoca dei samurai. E a poco a poco per l'usura si esauriva la forza di quel'arma improvvisata. C'è stato un momento in cui sono riuscito a guardare chi mi veniva incontro. Era l'essere in kimono che mi aveva rubato l'anima poco prima. Era stato richiamato dal turbine dei petali. Abilmente si era sottratto al mio maldestro tentativo di colpirlo con l'unico fiore rimasto. Mi ha fissato negli occhi. E io mi sono fermato all'improvviso. Ha sfilato la rosa ancora integra dal mazzo ormai ridotto a una poltiglia e mi ha sorriso. Quel fiore e l'intero mazzo spettavano a lui da sempre. Nel mio cuore quel luogo e quel tempo esistevano ancora impressi nella memoria. Sono questi i ricordi che mi impediscono di amarti Hana. Apprezzo i tuoi gesti gentili perchè mi permettono di ricostruire il mio amore perduto. Ma niente di più. Ho ancora bisogno di te, di incantarti e di sedurti fino a recuperare del tutto quella storia lontana che si fa sempre più vicina e che ti allontanerà per sempre da me.

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