mercoledì 2 novembre 2011

Una mattina qualunque

Oggi ho fatto tardi. Il letto era troppo soffice questa mattina. Il profumo della stanza mi ha trattenuto nelle lenzuola. Non c'erano sveglie nei paraggi. Ho visto per la prima volta come il sole del mattino inoltrato lambisce le superfici del soggiorno. Il topolino che invece di dormire giocherellava con la ruota e sperimentava velocità inattese con il solo scopo di stupirmi. Ho usato del sugo di pomodoro che ho ricevuto in regalo e ho cucinato una pasta. Un'eternità dall'ultima volta. Ho visto il lato diurno del mio appartamento. Gli strati di polvere invisibili alle sei di sera. Ho provato le vertigini di vivere all'ottavo piano. E di vedere cosa c'è sotto. Quando stendo i panni la sera tutto è buio intorno e le percezioni dell'altezza sono attutite. Ho cercato di pensare a come sarebbe bello vivere qui a lungo a patto di avere la possibilità di godere della luce del sole. Non si può avere tutto. Ma se arrivo a casa tardi, l'appartamento viene inghiottito nel mondo dei sogni che inesorabilmente si impossessano delle mie membra stanche. La giornata è stata positiva, così stasera ho voglia di scrivere e vinco la sonnolenza. Le case sui fiumi esercitano su di me un fascino romantico. Prego in un po' di stabilità, quella che fino ad ora ho tanto detestato.

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