domenica 19 giugno 2011

VS il pensiero logico

Il corso di Accademic Writing all' Università mi costringe ad essere razionale. E ad ingabbiare il mio pensiero in uno spazio geometrico e asettico, dominio dell'obiettività. Mi accorgo che è più difficile esprimere le idee così. La mia immaginazione è tagliata fuori . E come osservarsi allo specchio, i capelli a zero dopo anni di permanente. A terra i resti di una chioma rigogliosa, pronti a ricongiungersi nuovamente in formato parrucca e a sopperire alle calvizie di chi cerca una valvola di sfogo all' implacabile scorrere del tempo. Perchè il mondo accademico preferisce le scialberie matematiche, le note a piè di pagina e i formati standard? C'è un ambito della ricerca che è pura improvvisazione. Ci sono intuizioni geniali che avvengono nei discorsi quotidiani e non riescono ad essere intrappolate nelle risposte ai sondaggi a campione preconfezionati. Aprire Excel per leggere dei dati e' come darsi delle pugnalate. E' l'immediatezza del risultato che mi lascia interdetto. Preferirei contare milioni di cifre come facevano un tempo, piuttosto che ottenere la soluzione su un piatto d'argento senza aver mosso un dito ma senza neppure averne capito il meccanismo che vi sta dietro. Sono una persona estremamente diffidente del pensiero logico. Rifiuto i metodi di ricerca e ne vorrei proporre uno tutto mio. Il punto è che a breve dovrò iniziare a scrivere una tesi in una lingua non mia e se mi metto ancora a tergiversare su questioni metodologiche, il mio lavoro procederà all'infinito. Oggi mi sono reso conto che quello che volevo scrivere non era una tesi di ricerca. Era un altro libro.

2 commenti:

Daniel ha detto...

Tutto fila. Anche la conclusione... logica ;-p
Benvenga il nuovo libro!

Nicoletta ha detto...

Concordo! Gabri, non lasciare che il piano cartesiano ti ingabbi! Scrivi scrivi. A me è stato detto che ho uno stile pitonesco, oracolare... non so se sia una critica ma ne vado molto fiera ^___^