mercoledì 8 giugno 2011

Mi rifiuto

Sono sempre qui nel mio rifugio stellato. A pensare alle cose che mi sono capitate durante la giornata. Quella scatola era decisamente troppo grande per contenere un pasticcino. Per di più avvolta in uno strato di carta speciale per preservarne il contenuto nelle due ore successive. Io che abito a cinque minuti dal negozio. La negoziante mi porge un sacchetto esagerato, un incartamento ingombrante per un contenuto misero. Anche i suoi ringraziamenti sono del tutto eccessivi rispetto alla cifra irrisoria che ho speso. Mi carico di un fardello in più e mi dirigo alla bicicletta. I cestini sono pieni, non mi rimane che incastrare le borse al manubrio e sperare che non ci siano collisioni con le ruote. Tolgo il cavalletto e siamo io la bici e la strada a dover sopperire ai rispettivi equilibri. Mi chiedo perchè il cestino sia stracolmo di roba e non so farmene una ragione. E' la spesa per una sera, non e' il necessario per un banchetto nè tantomeno si tratta delle scorte invernali. Pedalo a fatica rischiando più di una volta di perdere l'equilibrio e rovinare a terra. Decido che è meglio trascinare la bici fino a casa. Entro in cucina e separo la spesa. Mi rendo conto che più della metà del contenuto è plastica. Alle mie spalle sacchetti stracolmi aspettano di essere gettati. Vivo in un mondo di spazzatura. E non sono mai in casa. Si produce da sola?Sono un paladino della raccolta differenziata ma non amo produrre rifiuti. E ad ogni acquisto- specialmente in questo paese- si contribuisce ad inquinare. Anche i pompelmi sono confezionati. Torno con la mente al luogo dove sto scrivendo. La spazzatura non è ammessa in questo angolo di cielo. Parlo ahimè di quella che ancora si riesce a vedere...