domenica 2 gennaio 2011

Un dono prezioso

Torino e' sempre una bella citta'. Ho aspettato in trepida attesa un amico alla stazione perché aveva perso la coincidenza. Sapevo che sarebbe stato importante incontrarlo in questa circostanza. La mia nuova vita a Tokyo e la mia vecchia esistenza in Italia si sarebbero incrociate in combinazioni inattese. Ho conosciuto questa persona in Giappone ma se n'e' andata altrove dopo sei anni di avventure a Tokyo. Ed ora con l'inaspettata piacevolezza degli imprevisti si tuffava in una vita che non era la sua. E neppure la mia. Questo scorrere incessante di esistenze, di punti di vista differenti e di attese che non mi appartenevano piu'. Ho visto la gente arrovellarsi dietro ai problemi di un trasloco o soffrire per un'opportunita' di lavoro mancata. Questa quotidianità un tempo così familiare mi e' apparsa completamente estranea, lontana anni luce dalla mia vita attuale. Mi chiedo se mi trovi in un limbo o questa nuova fase della mia esistenza si schiuda così semplicemente davanti a me e la debba accettare come un dono prezioso in grado di allontanarmi dalle sofferenze che affliggono gli altri. Non mi preoccuperò mai più per un muro da intonacare o per il colore dei divani di una camera. In Giappone in quella mistica stanza i muri sono spiriti e non c'e abbastanza tempo per pensare all'arredamento. Il mio amico ha vissuto una porzione dei luoghi che ho abitato. Questa collisione mi ha avvicinato all'essenza dei cambiamenti. E’ il miracolo di un bug spazio temporale che mi ha colto di sorpresa. Non si tratta di crescere una nuova consapevolezza in un luogo a milioni di chilometri da casa. Tutto e' accaduto dentro di me. Sotto il sole del Parco del Valentino. Prima che l’anno terminasse mi sentivo una persona nuova.

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