domenica 16 gennaio 2011

Io, Kotatsu


Ho trasformato il mio tavolo in un piccolo kotatsu. O meglio era già predisposto per esserlo, bastava inserire la spina per collegarlo alla corrente e sollevare la parte in legno e inserirvi una coperta sintetica verde che ben si intona alla mia maglia di oggi. Osservo le mie braccia e le mie gambe dipartirsi dall'unità centrale e spuntare dai vari lati del tavolo come entità proprie , i nuovi ospiti chiamati per sorseggiare insieme un tè verde e combattere la rigità del clima animandosi vivacemente. Quando ho visto il tavolo la prima volta ero sicuro che non sarei mai riuscito a nascondermici dentro. Dicono di fare così in caso di terremoto. Io mi davo già per spacciato. E invece se lo guardo ora, agghindato a festa e con il forte calore che proviene dal suo interno protetto dalla morbida coperta termica, mi viene voglia di infilarci la testa e di vedere cosa c'è dentro. E' un po' come un guscio di tartaruga. Accogliente e sicuro. Il climatizzatore non lo considero neppure più. La mia casa diventa progressivamente più piccola. Sul tavolo il computer, il dizionario, un libro e un calendario. Il mio ventre diventa legno, rigido senza bisogno di fare gli addominali. Certo spostarsi sarà più faticoso di prima ma ci penserò una volta terminata la stagione invernale. E' arrivato il momento di trascorrere un po' di sano e pigro letargo.

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