domenica 5 dicembre 2010











Mi e' bastato uscire a correre per decidere di restare. Da tempo ero sfiorato dall'idea di un altro trasloco. Uno all'anno era nella norma. Una sorta di costante nella mia vita da un po' di tempo a questa parte. Oggi mi sono svegliato con la voglia di correre nella direzione opposta rispetto alla strada che mi collega ogni giorno al resto del mondo che conosco. Mi sarei diretto verso una parte dell'isola così vicina ma altrettanto sconosciuta. Vivere in Giappone e' un'esperienza affascinante se si mantiene ferma la consapevolezza di vivere in un arcipelago. L'esploratore che si nasconde nelle pieghe delle lenzuola per evadere nel mondo dei sogni, oggi ha deciso che vale la pena di uscire a dare un'occhiata al versante sud dell'isola e di fare provviste nel negozietto vicino al tempio. Ho cominciato a correre e non sono trascorsi neppure dieci minuti per scoprire che dietro casa avvengono i miracoli. Non mi sono fermato e ho continuato la corsa per trenta minuti. In quell'arco di tempo ho ponderato la mia decisione. Mi e' bastato guardarmi intorno per innamorarmi di nuovo di quel posto controverso. Dove i morti superano i vivi per numero di abitanti. Dove il vento soffia così impetuoso a volte da scuotere la mia casa. Dove se gli affitti sono così bassi ci sara' un perché ma non c'e nessuno a cui chiedere spiegazioni. Crollo disteso sul tappeto d'erba: basta così poco per ritrovarsi in paradiso. Oggi ho scoperto qualcosa di meraviglioso. Proprio dietro casa. Calibro la visuale e valuto nuovamente la mia posizione in questo mondo. In cielo vola un aquilone. Sento di appartenere a questo luogo. Decido che questa e' la mia nuova casa. E non devo neppure traslocare . Era semplicemente una questione di prospettiva.

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