domenica 14 novembre 2010

Purificazione


Mi sono scontrato nuovamente con la burocrazia giapponese. E ne sono uscito vincitore . Grazie ad un bacio. Per l'ennesima volta i sentimenti vincono sulla carta intestata e sulle regole rigide, quelle che sembrano fatte apposta per essere infrante. La nostra fortuna dipende da quanto gli altri sono disposti a cederci. Un pensiero buono nei nostri confronti, un abbraccio, una parola confortante. Da soli non andremmo da nessuna parte. Ho portato nel club la lettera che sapevo sarebbe stata cestinata il giorno successivo. C'erano più di dieci amici che avevo radunato per festeggiare quella sera. C'era buona musica anche se il sakè costava un po' troppo per i nostri standard. Ho deciso che quel giorno mi sarei lasciato andare. Non volevo irrigidirmi ulteriormente, era tempo di oliare gli ingranaggi. Ricaricare le energie non significa solo riposare in Giappone. Sentivo che il contatto umano mi avrebbe fatto meglio di qualsiasi dormita. Rinunciavo ai sogni per tuffarmi in una serata che anche se breve mi avrebbe regalato un po' di meritata spontaneità. Nessuno ballava, forse eravamo ridicoli a muoverci goffi con testa e mani sprofondati sul divano. Ma non importava. Ho tirato fuori la busta dalla borsa. Quella documentazione che in quei giorni mi aveva creato notevoli problemi, ancora sigillata. Quel corriere dall'America che era partito troppo in ritardo rispetto alla consegna della domanda di ammissione. E' passato di mano in mano quel pezzo di carta. Il destino mi ha colto in un momento felice, quando avrei dovuto essere triste e rassegnato. E si è sorpreso. Un'amica ha persino baciato la busta imprimendo al posto di un freddo timbro d'ufficio, la forma sensuale di due labbra rosso fuoco. Ho dichiarato guerra a questo sistema che sacrifica il diritto allo studio in favore della venerazione maniacale per una squallida burocrazia che non è utile a nessuno. E il giorno dopo con assoluta tranquillità mi sono recato all'ufficio per la resa dei conti. Sono d'accordo che le persone debbano fare del loro meglio per adattarsi al posto in cui vivono. Ma sono altrettanto convinto che una volta superato un certo limite, le persone debbano limitarsi ad osservare il sistema autofagocitarsi. Senza intervenire. O come avevo fatto io, cercare una strada alternativa. Un rito per purificarsi da tutto quell'inutile baccano. Un mezzo per ritrovare il proprio equilibrio interiore. Il rossetto ha sortito un effetto insperato. La busta me l'hanno accettata. Gliela cedevo come un dono perchè ormai mi ci ero affezionato. Ho trasformato un documento ufficiale in un omaggio. E i giapponesi come è risaputo non rifiuterebbero mai un regalo.

Nessun commento: