domenica 28 novembre 2010

La tua voce

Lo stavo ad ascoltare mentre mi versava da bere. E' avvenuto spontaneamente: la mattina dopo il mio giapponese imperfetto si è uniformato in modo sorprendente alla sua parlata. Conosco una ragazza che dopo una sola settimana a Firenze ha preso l'accento toscano. A me è successo in una sera. Ora non resta che capire perchè le mie corde vocali hanno scelto lui. In quel tono impastato ho scoperto un nuovo modo di parlare giapponese. Tutto di lui mi trasmetteva fiducia. Ho desiderato che diventasse il mio maestro privato. Quello che non ho mai avuto in tutti i questi anni. Questo modo disordinato di imparare una lingua si porta dietro strascichi inevitabili. Vuoti da colmare. Situazioni in cui le parole non escono fuori nel modo che vorrei. Ho ancora bisogno di una guida che mi insegni le raffinatezze di questo idioma. Non sono mai stato un perfezionista. Lascio sempre le cose a metà. I libri, le pulizie, i dolci. Ma questa volta è diverso. Per una volta voglio sforzarmi di superare i miei limiti. E ho scelto lui. Non un podcast o il notiziario delle sette. E' una persona in carne ed ossa con un accento stravagante che voglio imparare a imitare. Dubito vorrà diventare il mio insegnante personale, impegnato com'è nella gestione dell'attività. Non mi resta che frequentare il bar più assiduamente e convincerlo a parlarmi. Dal punto di vista economico non è una buona idea visto il costo esorbitante dei cocktail del locale. Registrerò la sua voce e la ascolterò in treno durante i lunghi tragitti che mi aspettano nel prossimo futuro. Quando i soldi scarseggieranno mi accontenterò di ascoltare il repertorio delle nostre conversazioni. Chissà se anche per un giapponese la sua parlata risulta singolare. Mi sono fatto conquistare da una voce. Ad un anno e mezzo dall'ingresso in questo paese. Non ho mai prestato particolare attenzione a come le persone parlano. Ora è diventata la mia priorità. La mia vita è una trasformazione continua. La mia vista è satura ma è il mio udito ora a pretendere di essere stimolato.

1 commento:

Sou ha detto...

Era da parecchio che non leggevo i tuoi post, da quello sull'ombrello appeso al muro divisorio dell'appartamento.
Che bello questo post, mi hai ricordato parecchie cose e condivido il tuo punto di vista.
Un mese fa ho passato 2 gorni con degli amici pisani, e dopo anche soltanto un giorno me ne andavo in giro a parlare col loro accento. Stessa cosa è successa un paio di settimane fa quando una mia amica di Milano è venuta a trovarmi a Roma. Mi piace il modo in cui si sceglie di parlare, è affascinante la voce. Vabè, non mi dilungo! Ora però mi hai incuriosito, voglio senir parlare il tipo di cui parli, oppure te, visto che ti sta plasmando, eheh!