giovedì 25 novembre 2010

Frammenti sparsi


Deenchofu City. Bagni Termali. 2:30 p.m. Mi hanno chiesto di togliermi la maglietta e mi hanno bagnato i capelli come se fossi appena uscito dall'ofuro. Mi hanno chiesto di ascoltare l'equivoca conversazione fra un businness man occidentale e il proprietario dei bagni. E sono stato pure costretto ad intervenire per fermare la loro disputa mentre mi rivestivo. Non ero solo. Mi aiutavano un trentenne americano e un nonnino con la dentiera Abbiamo braccato il nostro povero amico che si stava scagliando in un'impresa kamikaze contro il businness man. Poi è accaduto l'inevitabile. Nelle prove ci diceva: "Bloccatemi con più forza...deve essere reale!" Talmente reale che inevitabilmente gli abbiamo fatto male. Si è contorto su se stesso e senza fermare la scena ha sopportato il dolore lancinante del piede che si storceva. "Un 'interpretazione da Oscar, recita proprio bene", pensavo. Poi c'è stato il cut, il cambio scena e mi sono accorto che l'uomo non tornava sul set. L'avevano mandato di corsa all'ospedale. Ma lui non una parola di fronte a noi. Ha espresso il suo dolore reale solo durante la finzione. Oggi ho avuto la conferma che i giapponesi sono molto bravi a recitare. E purtroppo non solo nei film. Della giornata rimane un caro ricordo, un'accozzaglia di scene senza senso compiuto, che chissà dove, chissà quando, verranno riproposte all'interno di un flusso a senso compiuto sulla rete nazionale. Mi chiedo ancora cosa hanno a che fare le nanotecnologie con una lite ai bagni pubblici. Ma forse è solo qualcosa aldilà della mia comprensione. E del resto, sono affascinato da questa irrazionalità di fondo. Ho un impegno di scena anche martedì prossimo. La cosa si sta facendo seria...

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