lunedì 1 novembre 2010

Alla ricerca di un tesoro

Ho sempre fatto affidamento sulla mia memoria visiva per ricostruire come e quando ho incontrato una certa persona che mi si para davanti per la seconda volta e sembra riconoscermi. Ma in Giappone, questa abilità sta per venire meno. Aldilà dell'errato stereotipo per cui si dice che tutti i giapponesi, anzi gli asiatici si assomiglino fra di loro, c'è qualcosa di più profondo, un meccanismo perverso che conduce la mia memoria all'errore. Riesco infatti perlomeno a capire se si tratta di una faccia conosciuta o meno. Quello che non riesco a ricordare è chi sia quella persona. E mi sono fatto anche un'idea al riguardo. Le persone in Giappone non si conoscono per quello che sono ma per il ruolo che rivestono o per la relazione ufficiale che hanno con altre persone. Ed è da qui che deriva la confusione di cui sopra. Entro in contatto con l'involucro vuoto e il contenuto mi sfugge. E' come il loro tentativo di nascondere il nome di battesimo ostentando il cognome. E' la dicotomia fra la forma e la sostanza. Sembra una banalità ma per me si tratta di una scoperta reale. E io chi sono? Il mio guscio screpolato trasuda sostanza magmatica . Mi domando se siano altrettanto sorpresi di vedere così bellamente esposto quello che loro tentano di nascondere. E che io mi impegnerò a scovare. Perchè c'è da qualche parte. E' un'impresa lungimirante come la ricerca di un tesoro nascosto. E' il segreto più grande di questo paese ed è la chiave per capire realmente dove sono capitato e perchè.

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