martedì 23 novembre 2010

Ai confini della città

Tokyo mi ha mostrato per la prima volta i suoi confini. C'è un punto dove si dice basta ad asfalto e cemento e il verde si insinua per la prima volta nel paesaggio con la presunzione di essere finalmente lui il protagonista della situazione. . Un nuovo punto di partenza, lasciandosi alla spalle il fascino sinuoso delle sopraelevate, gli ingorghi sentimentali e la vista mozzafiato degli scorci metropolitani. C'e solo erba intorno, una distesa verde e piatta. La vera desolazione comincia qui. Dove la città sembra svanire e l'ultimo cartello sbilenco e logoro segnala l'inizio del nulla. A Tokyo si e' perduti per un raffreddore. Si e' soli davanti ad una cabina telefonica nell' attesa di ricordare la persona che si voleva chiamare. In equilibrio precario sui treni stracolmi. Lentamente il volto perde l'espressività di una vita vissuta all'insegna di forti emozioni. Nella città si ingrigisce a poco a poco.Le infrastrutture assorbono le energie degli uomini per stare in piedi un giorno di piu'. Qui non c'e traccia di vita umana e il colore dell'erba stordisce per l'intensità. Non riesco a capire se si tratti dell'inferno o del paradiso. Ma è comunque un luogo nuovo da esplorare.

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