mercoledì 8 settembre 2010

Volantini

Ho deciso come trascorrerò i sabati uggiosi autunnali in attesa di gennaio, il mese dell'amore. Oggi c'è stata una prima avvisaglia della nuova stagione: ha piovuto incessantemente tutto il pomeriggio dopo ben 30 giorni consecutivi di sole maligno. Ho trovato un opuscolo informativo mentre passeggiavo, le scarpe completamente bagnate, il corpo sottoposto agli inevitabili getti d'acqua laterali, quelli non sono ancora riuscito a capire come scansarli. Mi sono messo al riparo in un caffè e ho sfogliato il volantino pubblicitario. Il sabato a Shibuya si tiene un corso per diventare copywriter. La scuola è costosa ma posso pagarla con i proventi del corso di italiano (in cucina). Che sia questa la mia strada? Non credo alle casualità gratuite e ho una certa esperienza in fatto di materiale pubblicitario.

Ricordo quando partivamo con Crystal e il signor Rocco, stipati nella sua autovettura, per le destinazioni più improbabili. Pile di volantini da distribuire in buca che, per giunta, nessuno avrebbe mai letto. Era il nostro lavoro ingrato. Più di una volta ci è balenata l'idea di saltare un passaggio e di gettare tutta quella carta sprecata direttamente nella spazzatura. Tanto era destinata prima o poi a fare quella fine. Ma lo sguardo vigile del signor Rocco ci ricordava che quello era lavoro e che non ci era concesso spiegazzare neppure uno di quegli opuscoli per costruirne innocenti aeroplanini da far volare nel cielo girigio autonnale della periferia torinese.

Sta di fatto che nonostante facessi quel lavoro a scadenza fissa non mi sono mai preso la briga di leggerne anche solo uno.
In una città grande come Tokyo, ogni giorno vengono distribuiti a quintali di questi materiali. E questo mi è capitato fra le mani al momento giusto. E' un incontro inatteso con un pezzo della mia vita futura, che per ora posso soltanto provare ad immaginare.

2 commenti:

Federica ha detto...

Anche io credo che il caso non esiste, che gli incontri che si fanno, persone, volantini :-) sono tappe sul nostro percorso, che è solo il nostro, ed era già nostro prima ancora che noi lo sapessimo.. non si fanno certi incontri per caso, si riconoscono, in quegli incontri, cose, persone, suoni, colori, odori di cui c'erano già tracce dentro di noi ... un bacio

gabriele rebagliati ha detto...

ieri ho incontrato per caso a tokyo la ragazza dal cappello di pelo di volpe che avevo fermato al valentino 2 anni prima per due chiacchiere...ormai non mi stupisco più..