giovedì 2 settembre 2010

Tokyojima


Hiromi stava versando calde lacrime e io ridevo. Mi sono voltato e anche Sonia alla mia sinistra, tentava di trattenere una risata per non turbare la sensibilità degli altri spettatori. La invidio perchè è sempre così equilibrata... Intanto sullo schermo le immagini si avvicendavano sempre più veloci, nuovi personaggi comparivano a cinque minuti dalla fine del film e l'isola misteriosa si perdeva in un minestrone inverosimile da far rivoltare lo stomaco a Natsuo Kirino* se avesse l'occasione di vedere la pellicola. Avrei preferito uscire dal cinema alla fine del primo tempo, ma in Giappone non esistono pause e i film proseguono ininterottamente dall'inizio alla fine. Ultimamente non ho molta fortuna al cinema: l'altro ieri ho ricevuto due biglietti omaggio per il cinema Milano. Mi sono affidato al cassiere per la scelta del film: sta di fatto che mi ha prontamente dirottato in una sala dove a mia insaputa trasmettevano un film certamente interessante, ma in coreano. Tutti i miei tentativi di fare esercizio di ascolto quella sera sono andati perduti. Ho scoperto una nuova lingua certo, ma mi è venuto anche un forte mal di testa. Invano ho tentato di abbandonare la sala: è caldamente consigliato dai pressanti avvisi prima dell'inizio del film di tentare qualsiasi azione sconsiderata che possa vagamente nuocere agli altri spettatori. E così sono stato lì, a mangiare patatine, ipnotizzato dal flusso delle immagini. Mi spaventa pensare al prossimo film: avevo pensato di vedere Micsmacs, qualcuno ne sa qualcosa?

Natsuo Kirino * autrice del libro "Tokyojima" da cui è tratto il libro. Scrittrice tradotta anche in Italia, vi consiglio il suo libro "Morbide Guance"

2 commenti:

deeprancore ha detto...

ho il sentore che il beverone multipower e kentucky fried chicken non sarebbero così critici! :D

gabriele rebagliati ha detto...

la scena del kentucky l'avevo dimenticata...e poi detto da una giapponese...non gli poteva mancare il sushi? o gli onigiri?