giovedì 16 settembre 2010

Nei cimiteri


Marta era in visita al cimitero per rendere omaggio alla tomba di un presidente. Un uomo amato nel nostro paese, un politico integro come ormai non ne esistono più di questi tempi. Un piccolo cimitero in un paese dell'entroterra ligure ospitava la salma di una grande figura della nostra repubblica. E in quello stesso posto è avvenuto un altro miracolo. La mia vita spezzata fra due luoghi così diversi come Torino e Stella si è ricongiunta grazie all' incontro fra due persone a me care. Marta e Iside. Una ragazza e uno spirito. Marta portava con sè il ricordo di un suo compagno del corso di sceneggiatura fuggito lontano in un altro continente alle estremità del mondo noto. Quel ricordo ha risvegliato l'attenzione di mia zia, assopita in un sonno quasi eterno, in attesa della visita di un nipote, che dal momento della sua sepoltura non aveva ancora varcato quei luoghi sacri. Marta ha mostrato un me stesso di cui Iside non aveva potuto neppure intuire l'esistenza. E si è rallegrata di vedermi cresciuto e in procinto di partire, lasciare tutto e cominciare una nuova vita con entusiasmo. Marta ha riconosciuto il mio cognome sulla lapide e ha cominciato a sognare della mia esistenza da bambino in quel paese da fiaba. E Iside le ha mostrato chi ero da piccolo, lei che conosceva le mie insicurezze meglio di tutti e placava le mie sofferenze adolescenziali con parole di conforto. In quell'appartamentino di tre stanze che ha abitato per una vita e che ancora chiede di lei ai suoi nuovi inquilini.
Marta è tornata a casa e mi ha scritto di quell'imprevedibile incontro. Le sue parole mi hanno scosso e mi hanno fatto pensare al mio rapporto conflittuale con i cimiteri. Io così attaccato alla vita li rifiuto e non ci metto piede. Marta mi ha detto che Iside chiede insistentemente di me. Ho bisogno di ritagliarmi un pomeriggio per parlare con lei. Vale la pena di vincere le proprie paure per incontrare una persona così speciale. Ora ho trovato finalmente il coraggio di andare di persona. Aspettami zia.

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